Se Jim Carrey, nei panni dello stravagante detective protagonista del film “Ace Ventura – L’acchiappanimali”, andava alla ricerca di creature scomparse con metodi imprevedibili e una carica di energia travolgente, la Roma ha scoperto di avere in casa il suo personale risolutore.
Nella sfida di ieri stravinta contro la Cremonese, oltre alle reti di Cristante, Ndicka e Pisilli, a rubare l’occhio è stato proprio l’impatto sul match di Lorenzo Venturino. La somiglianza onomastica con il celebre Ace non è l’unico punto in comune: entrato in campo al 56′ al posto di Zaragoza, il numero 20 non si è presentato con camicie hawaiane o pettinature eccentriche, ma con la stessa dirompente sfrontatezza di chi sa come scardinare i piani avversari.
In una partita che faticava a trovare varchi netti, il suo ingresso ha portato la vivacità e l’imprevedibilità necessarie per dare la scossa decisiva alla manovra offensiva di Gasperini. Proprio come l’investigatore privato risolveva i casi più intricati sbrogliando matasse apparentemente impossibili, Venturino si è calato perfettamente nella parte dell'”acchiappapartite”, confermando le ottime impressioni destate in questa stagione e dimostrando di sapersi integrare a meraviglia nei ritmi di alta classifica.
Non serve un copione hollywoodiano per certificare il valore di questo innesto: i palloni toccati, i tagli sugli esterni e l’atteggiamento propositivo sono stati i veri colpi di scena della serata, restituendo ai tifosi romanisti la sensazione di avere a disposizione un elemento in grado di cambiare l’inerzia a gara in corso.
Se la missione era agganciare il terzo posto in classifica, l’indagine può dirsi conclusa con successo e, citando il buon vecchio Ace, non si può che esclamare: “Bene allora!”






