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Roma, il duello tra Fofana e il rimpianto Greenwood: una notte di Champions mostra tutta la differenza

greenwood fofana

Malick Fofana da una parte, Mason Greenwood dall’altra. Fenerbahçe-Lione, andata del playoff di Champions League terminata 1-1 a Istanbul, ha regalato alla Roma una sorta di confronto a distanza tra presente e passato del proprio mercato. Da un lato quello che oggi è un obiettivo concreto dei giallorossi, dall’altro probabilmente uno dei più grandi rimpianti dell’estate: due esterni offensivi, due modi completamente differenti di interpretare il ruolo e, soprattutto, due momenti diversi della propria carriera.

Fofana è il giocatore sul quale la Roma sta lavorando per completare un reparto offensivo che ha appena accolto Rodrigo Mora. E proprio l’arrivo del portoghese rende ancora più comprensibile la ricerca del belga: Mora e Fofana sarebbero complementari. Il primo è soprattutto tecnica, sensibilità con il pallone, capacità di giocare tra le linee e inventare; il secondo porta accelerazione, profondità, strappo e quella velocità che serve per allungare le difese.

Il Lione, però, ha ancora una questione enorme da risolvere prima di pensare al mercato: il ritorno del playoff contro il Fenerbahçe, in programma il 26 agosto in Francia, con in palio l’accesso alla fase campionato della Champions League. Ed è proprio dopo il doppio confronto con i turchi che potrebbe arrivare il via libera definitivo alla partenza di Fofana.

Fofana corre e si sacrifica, Greenwood decide

La partita di Istanbul ha però raccontato anche quanto siano differenti, oggi, i due calciatori.Fofana è rimasto in campo praticamente fino alla fine e ha giocato una gara di grande applicazione. Ha corso, pressato, aiutato la squadra anche nella propria area di rigore e provato continuamente a mettere in difficoltà Nelson Semedo. Gli è mancata però la parte più importante per un giocatore con le sue caratteristiche: fare realmente la differenza nell’uno contro uno e negli ultimi metri.

Una prestazione che non ridimensiona certamente il talento del belga, ma che fotografa abbastanza bene il momento della sua crescita. Fofana è ancora un calciatore da sviluppare, capace di creare apprensione con la sola accelerazione ma non sempre lucido nella scelta conclusiva.

Dall’altra parte c’era invece Mason Greenwood. E per capire la differenza è sufficiente guardare quello che è successo all’inizio del secondo tempo. Il Fenerbahçe era sotto 1-0 dopo la rete di Loïs Openda al 40′. Greenwood fino a quel momento non aveva dominato la partita, tutt’altro. Poi, al 47′, gli è bastato ricevere il pallone, puntare la difesa e inventarsi da solo il pareggio: giocata individuale e conclusione che ha cambiato completamente la serata dei turchi. Il gol dell’inglese ha fissato il risultato sull’1-1 e diverse valutazioni del postpartita lo hanno indicato come il migliore in campo.

Greenwood, il grande rimpianto: era già “instant” per la Champions

Ed è qui che il confronto assume inevitabilmente un significato particolare guardandolo con gli occhi della Roma. Fofana rappresenta ciò che la Roma può costruire: un ragazzo giovanissimo, esplosivo, con margini enormi e caratteristiche che si sposerebbero perfettamente con quelle di Mora. Un investimento sul presente, certamente, ma soprattutto sulla possibilità che Gasperini riesca a trasformarlo in un esterno capace di incidere con continuità ad altissimo livello.

Greenwood rappresentava invece qualcosa di diverso: un giocatore già pronto. La notte di Istanbul lo ha mostrato ancora una volta. In una partita sporca, complicata, nella quale non era riuscito a entrare realmente in ritmo durante la prima frazione, l’inglese ha avuto bisogno di un solo episodio per cambiare tutto. È questa la differenza tra il talento da sviluppare e il calciatore che ha già raggiunto un’altra dimensione: non necessariamente giocare bene per novanta minuti, ma essere capace di decidere una partita europea nel momento in cui si presenta l’occasione.

Per la Roma resta inevitabilmente il rimpianto di mercato. Perché Greenwood aveva esattamente quella caratteristica che diventa fondamentale quando il livello si alza: essere “instant” per la Champions League, pronto immediatamente, senza necessità di aspettare un percorso di maturazione.

Il Fenerbahçe ha costruito una rosa ricchissima di esperienza internazionale, con giocatori come Kanté, Semedo, Guendouzi, Skriniar e Aké accanto allo stesso Greenwood. Eppure, quando la partita sembrava essersi complicata, a rimetterla in piedi è stato proprio l’inglese.

Fofana ieri ha fatto intravedere perché la Roma lo considera un investimento importante: velocità, disponibilità al sacrificio e un potenziale ancora largamente inesplorato. Greenwood ha ricordato invece perché rimarrà uno dei grandi rimpianti dell’estate giallorossa: semplicemente, oggi è un giocatore di un altro livello.

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