Tra una settimana José Mourinho tornerà all’Olimpico da avversario, per la prima volta dall’esonero dalla Roma. Lo farà sulla panchina del Real Madrid, in una notte di Champions che inevitabilmente riporterà alla memoria il legame costruito con l’ambiente giallorosso.
Intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, lo Special One è tornato a parlare anche della sua esperienza nella Capitale, ricordando l’affetto dei tifosi e il momento in cui, secondo lui, il rapporto con la proprietà si era ormai incrinato definitivamente.
Mourinho: “Con i tifosi della Roma un rapporto speciale”
Sul legame con il popolo giallorosso, Mourinho non ha avuto dubbi: «Loro con me sono stati speciali. Io dico sempre: il giorno che sono arrivato e ho visto 1000 persone. Non capivo perché, non avevo ancora fatto niente. Non pensavo di meritarlo, ma questa è Roma e l’ho capito dopo».
Poi il passaggio più forte: «Il nostro rapporto è speciale perché loro hanno capito che non mi importava della mia immagine o dei rapporti che potevo avere con la politica del calcio italiano, con la stampa o con la proprietà. A me interessava solo il bene della Roma e dei romanisti. Ho lottato per loro, ho dato tutto».
Mourinho ha ricordato anche il valore della Conference League: «Abbiamo vinto una coppa che vale tanto per un club che non vinceva tanto». E ha raccontato come il trofeo sia rimasto un simbolo concreto di quel percorso: «L’altro giorno un mio amico procuratore mi ha mandato la foto della Conference che è ancora all’entrata del centro di allenamento».
“Dopo Budapest ero già fuori”
Il tecnico portoghese è tornato anche sulla finale di Europa League persa contro il Siviglia: «La finale di Budapest è il punto massimo di questa connessione». Poi il racconto di ciò che accadde dopo: «Finita la finale, vado in vacanza e quando torno sono già morto per quello che mi ha fatto pagare la Uefa. Quello che è successo a Taylor in aeroporto non è mia responsabilità, lo sono gli insulti nel garage e dovevo solo pagare per questo».
Secondo Mourinho, quello fu anche il momento della rottura con la proprietà: «E ho pagato questo nel rapporto con la proprietà della Roma visto che loro avevano un approccio diverso. In quel momento ero già fuori». Sul modo in cui ha lasciato il club, ha aggiunto: «Tu sai quanto mi ha fatto male l’uscita dalla Roma, ma non esiste una parola mia contro il club o la proprietà. Io quando esco, esco pulito». Tra pochi giorni, il ritorno all’Olimpico riaprirà inevitabilmente quel capitolo.




