La Roma supera nettamente lo Slovan Bratislava e trova la prima vittoria nella League Phase di Champions League. Al termine del 4-0 dell’Olimpico, Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Prime Video, soffermandosi sulla crescita del gruppo, sulle rotazioni e sulle condizioni di Lorenzo Pellegrini.
Gasperini a Prime Video
Come sta Pellegrini? E che partita è stata?
«È una squadra che ha morale, che sta bene. Non deve solamente compiacersi troppo. Deve sempre fare delle cose essenziali, giocare con continuità e in certe serate come quella di questa sera si può permettere anche di essere un po’ più precisa».
Sei, sette cambi rispetto alla formazione iniziale, ma i principi restano gli stessi. Sono risposte importanti?
«Sono risposte importantissime perché il calendario è quello. Abbiamo bisogno che tutti, nel momento in cui partecipano, siano all’altezza di quello che chiede la Roma. Queste risposte consentono di andare avanti con fiducia e di allargare la rosa dei potenziali titolari un po’ a tutti».
Cosa si aspetta dalle prossime trasferte contro Manchester United e PSG?
«L’unica cosa che mi preoccupa un po’ è che tutte le volte che giochiamo questo tipo di partite rischiamo di perdere un giocatore. Adesso abbiamo recuperato Cristante, perdiamo Pellegrini. In certi reparti siamo veramente un po’ contati».
Poi il tecnico ha aggiunto: «Sono partite attese, eccezionali. Per me sono un banco di prova incredibile. Qualunque sia il risultato ti porti sempre qualche informazione in più e la possibilità di crescere».
C’era il rischio di sottovalutare lo Slovan, invece la Roma ha aggredito la partita dall’inizio.
«Era importante fare una partita seria subito, un po’ per le esigenze dei tre punti, un po’ perché in Champions non ci sono squadre facili da affrontare. Noi siamo stati bravi per come abbiamo interpretato la gara».
Infine, sulle rotazioni: «Stiamo ruotando parecchi giocatori e questo ci permette di avere freschezza. Ho alcuni giocatori che in questo momento stanno sinceramente bene e finché stanno così è giusto farli giocare».




