Trasferte Roma, UTR e AIRC non si fermano: “Appello al Consiglio di Stato. Basta discriminazioni”

divieto trasferte

La battaglia legale sulle trasferte non è finita. Dopo la decisione del TAR del Lazio che ha respinto le domande cautelari presentate dalle associazioni dei tifosi di Roma, Fiorentina e Napoli contro il divieto imposto fino al termine della stagione, la protesta giallorossa prosegue sul piano giudiziario.

Per quanto riguarda la Roma, il ricorso è stato accolto solo in parte: i tifosi residenti nelle province del Lazio diverse da Roma potranno acquistare i biglietti per le trasferte. Una misura che restringe il divieto, ma non lo elimina.

Una decisione che non ha soddisfatto UTR (Unione Tifosi Romanisti) e AIRC (Associazione Italiana Roma Club), che hanno diffuso un comunicato congiunto annunciando l’intenzione di andare avanti:

“Le Associazioni UTR ed AIRC, pienamente convinte delle proprie ragioni, raccogliendo le numerose richieste degli Associati, a tutela dei diritti degli stessi, comunicano che doverosamente hanno dato mandato agli Avvocati Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di proporre appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR del Lazio del 17 febbraio 2026 che ha accolto solo parzialmente il ricorso contro il decreto del Ministero degli Interni del 20 gennaio 2026. Basta discriminazioni!”.

Successivamente è intervenuto anche l’avvocato Lorenzo Contucci, che ha spiegato le ragioni dell’appello:

“Buongiorno a tutti. Come sapete, ieri il TAR Lazio si è pronunciato accogliendo solo uno dei motivi di ricorso proposti avverso la decisione di chiudere il settore ospiti sino a fine campionato e di vietare ai Romanisti della Regione Lazio di seguire la squadra in trasferta, ovviamente (ma neanche troppo, vedi Napoli) in altri settori. I Romanisti che non risiedono nella Provincia di Roma, quindi, possono andare in trasferta. Tuttavia, poiché, ad avviso della difesa, il T.A.R. non ha risposto a tutte le censure formulate, i ricorrenti – vale a dire Associazione Italiana Roma Club (A.I.R.C.) e Unione Tifosi Romanisti (U.T.R.) – convinti delle proprie ragioni – hanno deciso di proporre appello al Consiglio di Stato avverso tale decisione”.

La partita, dunque, si sposta ora al Consiglio di Stato. Sul campo restano i divieti, ma fuori dagli stadi la battaglia legale continua.

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