Che ricordi hai della tua esperienza italiana?
 
Ho giocato in Italia negli anni '90 quando in Serie A c'erano giocatori di altissima qualità, era il miglior campionato del mondo, per me è un onore averne fatto parte.
 
Che anno è questo per l'Ajax?
 
L'Ajax in questo momento sta giocando bene, si stanno comportando molto bene anche in Europa League, hanno quasi dieci punti in più del Psv, e sono in forma come lo scorso anno. Ten Hag ha fatto un ottimo lavoro perché nonostante abbia perso giocatori importanti come De Jong, Ziyech, Lasse Schone, Van De Beek sta riuscendo a ottenere ottimi risultati. E il segreto è stato quello di  inserire giovani giocatori e integrarli con quelli di esperienza, come per esempio Daley Blind e Dusan Tadic.
 
L'Ajax si conferma come una delle squadre più importanti d'Europa, qual è il segreto?
 
La risposta risiede nel DNA della squadra, è il risultato di un grande lavoro ben organizzato e strutturato.
 
Che considerazione c'è in Olanda della Roma? Qual è stata la reazione quando nel sorteggio è uscita la Roma?
 
Che è una grande squadra, non è mai facile giocare contro le squadre italiane, perché storicamente le olandesi hanno sempre faticato contro le italiane, sarà  una bella partita contro la Roma, perché i giallorossi hanno una grande squadra. E meno male che non gioca Justin Kluivert! Non capisco perché non giochi alla Roma, forse sbaglio, ma lo considero un talento naturale. La Roma deve riprendere Kluivert, perché è un giocatore che oltre a essere un giovane fuoriclasse ha una grande testa.
 
Quali sono le condizioni di Daley Blind?
 
Si è rotto il legamento della caviglia, e la stagione è finita. Un infortunio molto grave, perché Blind è stato uno dei migliori giocatori dell'Ajax di questi ultimi mesi, un giocatore chiave per i lanceri.
 
Tu sei stato uno dei primi giocatori a venire in Italia con Mino Raiola, che tipo di procuratore è?
 
Lo conosco da trent'anni, fa un lavoro eccellente. Se vuoi fare il procuratore devi essere furbo altrimenti le società ti mangiano. È stato un vero amico per me, quando lui andava via dall'Olanda gli dicevo sempre di tornare presto. È stato un fratello per me, io sono stato o il primo o il secondo giocatore straniero ad arrivare in Italia con lui, ora ha raggiunto livelli altissimi, è il miglior procuratore del mondo per i giocatori.
 
È difficile rimanere nel mondo del calcio quando si smette di giocare?
 
Il cambiamento per un giocatore a fine carriera è sempre molto grande, per i calciatori la scelta di  rimanere nel calcio come procuratore o allenatore è piuttosto naturale. Io avevo deciso di fare l'allenatore per l'Ajax dopo aver smesso col calcio giocato: ho alleanto per 13 anni il settore giovanile e mi sono divertito molto, sono stati anni meravigliosi, in cui ho potuto insegnare ai bambini come si sta in campo e anche fuori. Mi ha fatto crescere come uomo questa esperienza.
 
Pensi che ci sia una differenza tra il settore giovanile in Olanda e in Italia? In Olanda anche da bambini si ha una testa già pronta per il professionismo?
 
Io penso che la cosa molto importante siano le infrastrutture, in Olanda sono ben curate, ogni piccola città, ogni grande città ha a disposizione degli impianti in cui i bambini possono giocare. E questo è un aspetto che fa la differenza. In Italia ce ne sono di meno e credo di minor qualità. Credo l'Olanda sia la miglior scuola del mondo, dal punto di vista organizzativo e di strutture.
 
Dei giocatori che hai allenato qual è quello che ti ha dato più soddisfazione?
 
Ce ne sono tanti, ma penso a Daley Blind, che ho allenato nell'under 17, El Ghazy, che gioca nell'Aston Villa, Van de Beek, che ora gioca nel Manchester United, anche De Ligt che ora sta alla Juventus. Sono contento che siano cresciuti così.
 
Per mentalità in Olanda si preferisce dedicare tempo alla tattica per costruire trame offensive piuttosto che difensive?
 
La differenza è che in Italia si pensa in modo tattico in difesa, in Olanda si pensa in modo tattico in attacco. Giocare in attacco vuol dire allegria, gioco, positività. Questa è la differenza, da tanti anni che è così. In Italia ogni allenatore sa difendere con 4 difensori, in Olanda no. In Olanda si predilige il gioco offensivo, e dunque si insegna ai giocatori come giocare in attacco più che in difesa.