Se qualcuno pensa che la rivoluzione texana sia terminata, è sulla strada sbagliata. Perché i Friedkin, anche se nei loro primi sei mesi da proprietari hanno già cambiato molto, sono decisi a non fermarsi nella loro opera di restyling della società. Già nelle prossime settimane sono prevedibili altre novità. Che dividiamo in tre macrosettori: semestrale, organigramma, sponsor. Proviamo ad anticipare quello che potrebbe succedere.

 

Semestrale

Non sarà un successo. Del resto non si può stupire nessuno. Basti ricordare come la prima semestrale dello scorso anno (luglio -dicembre) mise nero su bianco un rosso da 87 milioni. I conti del secondo semestre del 2020 saranno esaminati e approvati nel corso di un Cda che andrà in scena prima della fine di questo mese. E saranno conti che non saranno un inno alla gioia (Beethoven ci perdoni). C'è il rischio che possano essere peggiori rispetto a quelli di dodici mesi fa. Se non altro perché ci sono dei dati oggettivi a farlo temere. A cominciare dal fatto che la Roma, come tutte le altre società, nel secondo semestre del 2020 ha visto azzerarsi gli introiti dal botteghino, zero abbonamenti, zero biglietti venduti. Considerando che in un anno normale la società poteva contare, di media, su un introito dal ticketing intorno ai 35 milioni, si può capire bene come questa cosa sia stata un'ulteriore mazzata per i conti. In più c'è da considerare che la rescissione unilaterale operata da Nike nel marzo scorso (la Roma pur potendo non ha impugnato la decisione del colosso americano), come prima conseguenza ha portato alla cancellazione di 5,5 milioni garantiti.

 

 

 

Organigramma

Siamo pronti a scommettere che da qui al prossimo giugno vedremo più di qualche altra faccia nuova entrare nel club giallorosso. Intanto si sta cercando il nuovo Francesco Calvo, il Direttore Operativo che ha presentato le dimissioni (non respinte). I Friedkin si stanno muovendo in prima persona sulla questione. Hanno infatti affidato a una società americana, pure questa di cacciatore di teste, la ricerca del nuovo dirigente. Si tratta della Spencer-Stewart, sede a Chicago, fondata nel 1956, società privata a stelle e strisce di consulenza aziendale, specializzata nel reclutamento di figure dirigenziali in posti di responsabilità e potere. Pare che i Friedkin stiano già esaminando i primi nomi proposti. In più in questa ricerca sarebbero coinvolte anche altre due società, l'Img e la Caa. Non solo il nuovo Calvo. Nelle prossime settimane-mesi, sono prevedibili novità anche nel settore commerciale della società giallorossa. Così come non è da escludere un nuovo ingresso nel settore comunicazione. Un ingresso non in contrapposizione con Luca Pietrafesa, molto stimato all'interno del club, ma un'aggiunta per rendere il settore più completo. Si sta cercando, senza fretta, anche una figura di club manager. Sono stati individuati già tre nomi (uno scudettato nel 1983, uno nel 2001, uno molto amato dai tifosi giallorossi). Non è da escludere che la rosa dei candidati si ampli. I Friedkin prima di fare la scelta vogliono essere convinti della cosa e, in ogni caso, il nuovo club manager entrerà nelle sue funzioni all'inizio della prossima stagione.

Sponsor

La situazione è grave ma non seria. La citazione di Flaiano ci sta tutta per dare un'immagine veritiera a proposito del comparto sponsor legati alla Roma. Per la prossima stagione di sicuro ce ne è uno, Iqoniq, il cui marchio compare sulla maglia giallorossa che dalla prossima stagione sarà griffata da New Balance. Peraltro con Iqoniq si sta vivendo un periodo di crisi, definiamola così, conseguenza del mancato rispetto da parte della Roma di alcune clausole presenti nel contratto di sponsorizzazione, cosa che ha portato a mancati pagamenti da parte dell'azienda. Cosa che, per quello che ci risulta, ha fatto imbufalire i Friedkin. C'è stato il rischio della scomparsa del marchio sulla manica. Ora, però, sembra che la situazione si stia normalizzando e il connubio dovrebbe continuare come da contratto. Non altrettanto si può dire, al momento, a proposito di Qatar (main sponsor) e Hyundai (back sponsor), entrambi in scadenza il prossimo trenta giugno. Da quello che sappiamo la società giallorossa ha già presentato una prima bozza di nuovo contratto, con tanto di cifre, sia a Qatar che a Hyundai. Ora a viale Tolstoj sono in attesa delle risposte. C'è un cauto ottimismo per quel che riguarda Qatar, un po' meno per Hyundai. Ma per il semplice motivo che sulla Roma dei Friedkin non può non aleggiare il nome Toyota, altro grande marchio automobilistico che, secondo alcune fonti bene informate, potrebbe entrare come sponsor del club giallorosso attraverso la Fondazione Toyota. Inevitabile, nel caso, l'addio di Hyundai.