MILANO - Seconda in classifica a tre punti dietro il Milan capolista, l'Inter si prepara a partire per la trasferta di Udine. I bianconeri di Luca Gotti sono reduci da quattro pareggi e quattro sconfitte nelle ultime otto gare. Alla vigilia del match, l'allenatore nerazzurro Antonio Conte ha risposto alle domande dei cronisti.

Che partita si aspetta?
"Non bisogna mai affrontare con superficialità alcuna squadra. L'Udinese è fisica. È strutturata. Ha giocatori di gamba, forti nelle ripartenze. Ci aspettiamo una gara dura, abbiamo visto contro l'Atalanta che l'Udinese può creare problemi a chiunque".
Le partite contro Roma, Fiorentina e Juve che indicazioni danno? Quella contro la Juve è stata una partita perfetta?
"Inevitabile che per battere squadre forti come la Juventus, devi fare un'ottima partita e sbagliare pochissimo. Siamo stati bravi a sfruttare i loro punti deboli e a non commettere particolari errori. Siamo sulla buona strada, sulla strada giusta. Dobbiamo lavorare ancora di più e avere più entusiasmo per lavorare in modo più forte rispetto a prima".

Quanto è importante dopo la gara quasi perfetta come quella con la Juve confermarsi nelle prossime?
"L'Inter per storia e tradizione deve cercare di ottenere il massimo per la storia del club. Domani si ricomincia. Ci sono tre punti in palio. Bisogna essere al 110 percento. Una gara come quella contro la Juve poteva aiutare a livello di concentrazione. Bisogna trovarla in tutte le partite".
Il girone d'andata ha ribaltato i pronostici della vigilia?
"Considero questo campionato con sette squadre che possono giocare per scudetto e Champions. Il girone di andata ha confermato questo. C'è chi ha viaggiato con passo più e meno spedito, ma il girone di andata conferma che ci sono sette squadre che se la possono giocare".
Martedì l'Inter dovrà giocare con il Milan in Coppa Italia. Contro l'Udinese farà turnover?
"I ragionamenti li facciamo esclusivamente sull'Udinese. Il campionato è prioritario su tutto. Oggi la partita più importante a cui pensare è quella di Udine".


Sono tre giornate che gli attaccanti dell'Inter non segnano. L'Inter può vincere anche senza i gol di Lukaku e Lautaro?
"Il fatto che abbiano segnato difensori e centrocampisti è tipico e consolidato delle mie squadre. Inevitabile che i due attaccanti siano i terminali offensivi, ma la caratteristica di questa squadra è coinvolgere tutti i calciatori".
La vittoria sulla Juventus segna il passaggio a una mentalità vincente da parte dell'Inter?
"In un anno e mezzo si sono fatti miglioramenti sotto tutti i punti di vista. Abbiam iniziato un percorso che deve portare a una crescita di tutti i calciatori. Gli obbiettivi e i risultati arrivano così. C'è chi migliora più velocemente e chi meno, ma i passi avanti ci sono. Vedo che le battute d'arresto, e qualche legnata, sono l'occasione per capire che i margini di errore sono minimi. Cerchiamo un successo duraturo".
Come sta Alexis Sanchez? Il fatto di giocare poco potrebbe averlo provato fisicamente?
"Alexis aveva giocato 120 minuti con la Fiorentina".
Nel suo primo anno in panchina alla Juve lei convinse i suoi giocatori che potevano fare l'impresa, poi vinceste lo scudetto. Sta facendo la stessa cosa all'Inter?
"Non voglio fare paragoni. Non si può avere un cliché sempre uguale. La nostra crescita passa da una convinzione. E le uniche vie per convincere i giocatori sono il lavoro e i risultati che questo porta. I giocatori lo sanno benissimo. A loro non mento. Parlo col cuore in mano. Non vendo fumo. Pane al pane e vino al vino. Sanno quello che penso realmente e che voglio da loro".
La vittoria della Juventus in Supercoppa conferma i meriti dell'Inter per la vittoria in campionato?
"Sappiamo che abbiamo giocato una partita importante. La Juventus altre volte era in difficoltà di organico eppure ha dato risposte importanti. A noi va benissimo tutto. Tanto alla fine quel che dobbiamo fare è la valutazione su noi stessi. Abbiamo vinto con merito la partita. Dobbiamo rispettare l'opinione di tutti ma dobbiamo andare avanti con il nostro pensiero".