Non affannatevi a cercare un colpevole. Non c'è un maggiordomo, per il semplice fatto che sono tutti maggiordomi. Perché sul banco degli imputati c'è la Roma nel suo complesso, dirigenti, staff tecnico, calciatori, unici innocenti i tifosi che, pure, nelle ore precedenti la sfida di venerdì sera, avevano cercato di far capire, nella maniera più emozionante, che il derby non può mai essere una partita come le altre. Tutto questo non vuol dire tutti colpevoli, quindi nessun colpevole, ma l'esatto contrario. Può essere questa, in una Trigoria avvolta dal silenzio, la sintesi del day after di un derby mai giocato e perso in maniera devastante. Ed è questo il messaggio che la proprietà ha voluto trasmettere a tutti i suoi dipendenti, dal primo all'ultimo. Associato all'idea di un'ambizione concreta che ha trasformato di conseguenza in inaccettabile quello che è accaduto nei novanta minuti di venerdì sera che ci auguriamo con tutto il cuore di non rivivere mai più.

 

 

 

Ryan Friedkin anche ieri mattina si è presentato di buon'ora nel centro sportivo giallorosso. Non ci risulta che ci fosse anche papà Dan che, oltretutto, in questi giorni è costretto a muoversi con le stampelle. Conseguenza di un intervento chirurgico a un ginocchio (sarà l'aria di Roma) a cui si è sottoposto nei primi giorni dell'anno nella clinica svizzera di cui è uno dei proprietari (la stessa dove andò Milik a sostenere una seconda parte delle visite mediche). Come succede tutti i giorni da quando Tiago Pinto si è presentato a Trigoria, Friedkin junior ha voluto subito fare un'approfondita e prolungata chiacchierata con il general manager portoghese. Chiacchierata in cui ha ribadito la grande delusione (eufemismo) non solo per il risultato di venerdì sera, ma soprattutto per come è maturato, in un derby in cui la Roma non è mai riuscita a dare un segnale di vita.

 

Pinto, che se qualcuno ancora non l'avesse capito è in tutto e per tutto il braccio operativo della proprietà, ha ascoltato, si è confrontato, ha spiegato, ha capito quello che Ryan voleva che fosse trasmesso ad allenatore e calciatori. Compresa l'ambizione di voler alzare comunque l'asticella a prescindere, per paradosso, anche dal risultato. Certe prestazioni non dovranno essere ripetute. È obbligatoria una reazione, subito, sin dalla partita contro lo Spezia in coppa Italia, partita da dentro o fuori, partita che a Trigoria da ieri si è trasformata in fondamentale. Il tutto, ci ha tenuto a trasmettere la proprietà, senza indire processi a qualcuno in particolare, perché non c'è un capro espiatorio, nel senso che sono tutti capri espiatori. E l'unico processo che si può indire è quello al collettivo, alla Roma nel suo complesso che in novanta minuti è riuscita ad azzerare quel pizzico di credibilità che era riuscita a ricostruirsi in quasi tutte le precedenti diciotto partite del girone d'andata.

Con questi input che Tiago Pinto ha condiviso, il dirigente è andato a parlare a quattr'occhi con Paulo Fonseca (seguendo poi l'allenamento a bordo campo). Un Fonseca che era ancora piuttosto arrabbiato (pure con se stesso) per quel derby mai giocato, infarcito da errori (pure suoi) dall'inizio alla fine, novanta minuti inguardabili sotto tutti i punti di vista. L'input societario è stato trasmesso con chiarezza al tecnico che ne ha preso atto, consapevole pure lui che le ambizioni giallorosse non possono in nessun modo accettare prestazioni come quella nel derby. Qualcuno si domanderà: Fonseca ora può rischiare la panchina? Ricordato che il rischio esonero non è mai del tutto assente nell'orizzonte di un allenatore, la risposta è un no secco. Toccherà al portoghese tirare fuori la sua Roma dalla buca in cui è sprofondata nel derby. Sapendo che, nonostante tutto, gli obiettivi stagionali sono ancora lì, a cominciare da quella coppa Italia che vedrà l'esordio dei giallorossi martedì prossimo nella partita secca contro lo Spezia che vale la qualificazione ai quarti di finale. Fonseca che già aveva parlato alla squadra piuttosto arrabbiato, ha poi comunque trasmesso ai giocatori gli input societari chiedendo a tutti un'immediata (e prolungata) reazione. Perché è vero che i bilanci ovviamente si fanno alla fine della stagione, ma i bilanci sono la conseguenza di ogni singola partita che si va a giocare.

 

Per quello che ci risulta, ieri a Trigoria in qualche modo è stato toccato pure il tema del calcio mercato. Ma solo per ribadire che lo sciagurato derby di venerdì sera, non inciderà in nessuna maniera. Nel senso che non è prevedibile, tanto meno prevista un'accelerazione sulle strategia da portare avanti in questa sessione invernale. Non solo perché il budget è quello che è, ma perché questa Roma, fino al derby, aveva dimostrato di avere le qualità per essere competitiva. Ecco, ha mandato a dire la proprietà, quelle qualità le ritiri fuori. Subito. Perché non sono previsti appelli.