NAPOLI - Prima che sia troppo tardi: perché sedici giorni volano senz’accorgersene e poi comincerebbe un’altra vita. Il mercato non ha altri tempi supplementari, siamo (praticamente) al dentro o fuori: e Arkadiusz Milik, che ha smesso di giocare il 28 luglio scorso (a Milano, contro l’Inter) sa che questi sei mesi alle spalle rappresentano un tappo da far saltare subito, se non vorrà starsene a casa anche nella prossima estate, mentre la sua Polonia si godrà l’Europeo. E pure le ore sfileranno rapidamente dalle dita, rendendo assordante il tic-toc dell’orologio: le abbondanti riflessioni, in questo semestre in bianco, possono (e devono) quindi aver scossa e stavolta, avendo intuito che la propria carriera verrebbe ulteriormente strapazzata, Milik s’è dato una mossa ed ha aperto all’Olympique Marsiglia, che un suo fascino ce l’ha.

Firma e va

 

Le chiacchierate esplorative hanno avuto un senso e la trattativa - quella personale - ha trovato nuove argomentazioni: Milik ha deciso di rimettersi in gioco, dopo aver sprecato nel nulla mezzo campionato, e di smettere d’aspettare che all’orizzonte, nel luglio prossimo, sbuchi una "Vecchia Signora" o chiunque sia in grado di accontentarlo economicamente. E quindi, si procede, come ha ammesso pubblicamente Villas-Boas in conferenza stampa: "Stiamo trattando con il Napoli". E stanno discutendo anche il Napoli e Milik, perché riuscire a ricomporre il puzzle, adesso, non è semplice. Da Marsiglia hanno spiegato che più di nove milioni non sono disposti a spendere, con uno sforzo arriverebbero a dieci, cinque in meno di quelli che vorrebbe il Napoli. Bisognerebbe aggiungerci bonus e percentuali sulla rivendita e quindi trovare larghe intese che solo in politica. Ma c’è sempre una soluzione o una via di fuga: far rinnovare Milik per poi cederlo in prestito (con obbligo di riscatto) e post-datare i pagamenti alla prossima stagione, quando il polacco diventerebbe completamente dell’Olympique Marsiglia. È la prima volta, nelle ultime settimane, che si è avvertito in giro un pizzico d'ottimismo e questi segnali vanno colti e possono introdurre all'addio di Milik.

Casting a sinistra

Ci sono più uomini in partenza che (teoricamente) in arrivo: il Napoli è già abbondante, può liberamente cedere Malcuit (al Parma, forse con Ounas, che piace a D’Aversa), semmai anche Llorente (che però per il momento non si muove) e infine Ghoulam (bloccato da un contratto solenne). In quel caso, e soltanto in quella circostanza, De Laurentiis comincerà seriamente a pensare ad un esterno basso che possa fungere da "concorrente" di Mario Rui: nell’elenco, ristrettissimo, resistono Junior Firpo (24 ed è in vantaggio) ed Emerson Palmieri (26) che vivono da separati in casa rispettivamente al Barcellona e al Chelsea. Il casting si è poi allargato a Nuno Tavares (21) del Benfica e a Nuno Mendes (19 a giugno) dello Sporting Lisbona. Ma questo è (ancora) il momento di Milik.