Il bello dei debuttanti in una partita come il derby può anche prendere le sembianze di Henrikh Mkhitaryan. Sembra paradossale oggi, mentre l'armeno ha assunto il ruolo di insostituibile per antonomasia (22 presenze collezionate nelle 23 partite disputate in questa stagione dalla Roma, en plein in campionato dove è nettamente il giocatore col maggiore minutaggio, 1.484'), ma nella sua prima annata da romanista è mancato in entrambe le sfide. All'andata - disputata il 1° settembre 2019 - non è nemmeno ufficialmente un giocatore giallorosso. Arriva proprio il giorno dopo, in prestito dall'Arsenal. E prima di esordire deve attendere il turno successivo, in casa contro il Sassuolo, quando impiega poco più di 20 minuti a iscrivere il proprio nome nella lista dei marcatori del club. Poi però è tormentato da una serie di noie fisiche - prima un infortunio all'adduttore, poi uno stiramento alla coscia - che ne compromettono la continuità e fino a febbraio lo mandano in campo soltanto a sprazzi. Ma il derby di ritorno è in calendario il 26 gennaio e Micki è costretto a saltare anche quello. Il resto più che storia, è evidenza. Quella del giocatore più decisivo della Serie A, numeri alla mano: 8 gol e 8 assist, che diventano rispettivamente 9 e 10 comprendendo nel calcolo anche l'Europa League, competizione nella quale pure non è stato utilizzato con la stessa frequenza del campionato (appena 191 minuti in campo). Tanto per fornire un'idea più ampia, quelli di Mkhitaryan sono ritmi che nei cinque più importanti tornei d'Europa per ora riesce a reggere il solo Harry Kane, indiscusso leader tecnico del Tottenham. Ovvero sulla sponda opposta di Londra Nord rispetto a quella vissuta dall'armeno, che però nelle stagioni con i Gunners non si è nemmeno avvicinato al rendimento che lo sta caratterizzando a Roma. Nonostante i ripetuti stop della prima stagione, in sole 49 presenze in giallorosso il numero 77 ha già surclassato le cifre messe insieme in Inghilterra, all'Arsenal come al Manchester United. E la gara numero 50 può coincidere proprio con il suo primo derby italiano, alla soglia dei 32 anni (che compirà il prossimo 21 gennaio). L'appuntamento più auspicabile per confermare il proprio livello di incidenza, altissimo in ogni ambito. Oltre alle reti realizzate (che al momento ne fanno il marcatore principe della squadra) e ai passaggi decisivi per i compagni (con l'Inter ne è arrivato un altro, per il vantaggio firmato da Pellegrini), Micki è nettamente il primo fra i giocatori di Fonseca per tiri verso la porta avversaria, con 46 tentativi (dei quali la metà finiti nello specchio); e segue il numero 7 per passaggi-chiave (10 contro 12). Uno score sontuoso, che può essere ulteriormente impreziosito venerdì sera.