Dieci partite in 33 giorni, per riagguantare la testa del campionato e raggiungere gli ottavi di Champions. Questo il tabellino di marcia che attende l'Inter da qui a Natale. Si comincia domani a San Siro contro il Torino, teleguidato dall'allenatore Giampaolo, in isolamento perché positivo al Covid. Alla vigilia della gara, il tecnico nerazzurro Antonio Conte ha risposto alle domande dei cronisti.
 
Come arriva l'Inter a questo nuovo tour de force?
"Abbiamo tre giocatori positivi al Covid. Per il resto, a parte Pinamonti, tutti i giocatori sono a disposizione. C'è chi con le nazionali ha giocato di più e chi di meno".

Il fatto di dovere giocare in quattro giorni con Torino e Real Madrid rende tutto complicato?
"La stuazione è complicata per tutti, non solo per l'Inter. Certo, lo è ancor più per chi come noi ha da giocare le coppe. È complicata prima di Natale, tornerà a esserlo dopo. Dovremo affrontare la situazione nel miglior modo possibile, augurandoci un po' di buona sorte per quanto riguarda infortuni e positività al Covid".
Ha ragione Lukaku quando dice che Christian Erksen dovrebbe imparare l'italiano per ambientarsi meglio all'Inter?
"Non so se il discorso dell'italiano o di altre lingue possa influire. Io faccio sempre le scelte per il bene dell'Inter. Penso che Christian dall'inizio dell'anno abbia avuto tantissime occasioni. Ha giocato molto più di altri giocatori. Quando lo riterrò opportuno, lo sceglierò nell'undici iniziale o a partita in corso. Altrimenti prenderò altre decisioni".

Pensa che in futuro Eriksen possa giocare da playmaker davanti alla difesa, alla Pirlo?
"Non penso. In quel ruolo sarebbe troppo penalizzato. Christian ha una dote di tiro importante, sia di destro che di sinistro. Togliergli la possibilità di tirare, mettendolo davanti alla difesa, significherebbe snaturarlo. È il mio giudizio tecnico. Altri potrebbero non essere d'accordo, ma l'opinione dell'allenatore è molto importante".
Secondo molti osservatori l'Inter è la squadra più competitiva del campionato. Condivide questa analisi? E trova importante che la squadra si convinca della propria forza?
"Io penso che noi dobbiamo lavorare. Sappiamo i pregi e i difetti della squadra, che dall'esterno non si riescono a capire. Dobbiamo pensare a noi stessi. Mi auguro ci sia onestà intellettuale da parte di chi viene chiamato a dare giudizi. Possiamo anche essere orgogliosi di essere considerati dopo un anno più competitivi di squadre che vengono da un dominio assoluto. Significa che stiamo facendo qualcosa di incredibile, di miracoloso".
Un campionato cosi equilibrato non si vedeva dal 2011-2012. Pensa che il campionato si deciderà all'ultimo mese?
"Mi auguro che l'equilibrio rimanga fino alla fine. Più squadre saranno coinvolte nella corsa allo scudetto e alla zona Champions, più dovranno emergere situazioni come il lavoro, l'organizzazione e la mentalità".
L'Inter è la squadra che ha il baricentro più alto, è prima per palloni giocati sulla trequarti avversaria e gioca molto in area avversaria. Che lettura dà a questi dati?
"Testimoniano che la squadra ha raccolto meno di quel che meritava. Concediamo pochissimi tiri in porta, ma in quei casi subiamo tanti gol. Dobbiamo essere più bravi, soprattutto in zona gol. Concediamo meno rispetto alla scorsa stagione, ma quando ci hanno tirato ci hanno fatto gol".

Dieci partite in 33 giorni, per riagguantare la testa del campionato e raggiungere gli ottavi di Champions. Questo il tabellino di marcia che attende l'Inter da qui a Natale. Si comincia domani a San Siro contro il Torino, teleguidato dall'allenatore Giampaolo, in isolamento perché positivo al Covid. Alla vigilia della gara, il tecnico nerazzurro Antonio Conte ha risposto alle domande dei cronisti.
 
Come arriva l'Inter a questo nuovo tour de force?
"Abbiamo tre giocatori positivi al Covid. Per il resto, a parte Pinamonti, tutti i giocatori sono a disposizione. C'è chi con le nazionali ha giocato di più e chi di meno".

 

Il fatto di dovere giocare in quattro giorni con Torino e Real Madrid rende tutto complicato?
"La stuazione è complicata per tutti, non solo per l'Inter. Certo, lo è ancor più per chi come noi ha da giocare le coppe. È complicata prima di Natale, tornerà a esserlo dopo. Dovremo affrontare la situazione nel miglior modo possibile, augurandoci un po' di buona sorte per quanto riguarda infortuni e positività al Covid".
Ha ragione Lukaku quando dice che Christian Erksen dovrebbe imparare l'italiano per ambientarsi meglio all'Inter?
"Non so se il discorso dell'italiano o di altre lingue possa influire. Io faccio sempre le scelte per il bene dell'Inter. Penso che Christian dall'inizio dell'anno abbia avuto tantissime occasioni. Ha giocato molto più di altri giocatori. Quando lo riterrò opportuno, lo sceglierò nell'undici iniziale o a partita in corso. Altrimenti prenderò altre decisioni".


Pensa che in futuro Eriksen possa giocare da playmaker davanti alla difesa, alla Pirlo?
"Non penso. In quel ruolo sarebbe troppo penalizzato. Christian ha una dote di tiro importante, sia di destro che di sinistro. Togliergli la possibilità di tirare, mettendolo davanti alla difesa, significherebbe snaturarlo. È il mio giudizio tecnico. Altri potrebbero non essere d'accordo, ma l'opinione dell'allenatore è molto importante".
Secondo molti osservatori l'Inter è la squadra più competitiva del campionato. Condivide questa analisi? E trova importante che la squadra si convinca della propria forza?
"Io penso che noi dobbiamo lavorare. Sappiamo i pregi e i difetti della squadra, che dall'esterno non si riescono a capire. Dobbiamo pensare a noi stessi. Mi auguro ci sia onestà intellettuale da parte di chi viene chiamato a dare giudizi. Possiamo anche essere orgogliosi di essere considerati dopo un anno più competitivi di squadre che vengono da un dominio assoluto. Significa che stiamo facendo qualcosa di incredibile, di miracoloso".
Un campionato cosi equilibrato non si vedeva dal 2011-2012. Pensa che il campionato si deciderà all'ultimo mese?
"Mi auguro che l'equilibrio rimanga fino alla fine. Più squadre saranno coinvolte nella corsa allo scudetto e alla zona Champions, più dovranno emergere situazioni come il lavoro, l'organizzazione e la mentalità".
L'Inter è la squadra che ha il baricentro più alto, è prima per palloni giocati sulla trequarti avversaria e gioca molto in area avversaria. Che lettura dà a questi dati?
"Testimoniano che la squadra ha raccolto meno di quel che meritava. Concediamo pochissimi tiri in porta, ma in quei casi subiamo tanti gol. Dobbiamo essere più bravi, soprattutto in zona gol. Concediamo meno rispetto alla scorsa stagione, ma quando ci hanno tirato ci hanno fatto gol".

 


Dopo questa sosta, pensa che l'Inter partirà in maniera diversa rispetto a quella passata?
"Se riferisce ai risultati, dico che potevamo e potremmo fare meglio. Mi auguro di rivedere le stesse cose viste finora ed essere bravi a portare a casa un risultato positivo. Anche se hai partite dove giochi e domini ma alla fine pareggi o perdi, si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. Dobbiamo cercare di fare, oltre alle prestazioni, anche i risultati".
Da qui a Natale le sette squadre impegnate nelle coppe europee avranno dieci partite da giocare. C'è un motivo per cui Inter, Juve, Lazio e Atalanta sono più indietro rispetto ad altre concorrenti?
"Sicuramente noi e l'Atalanta abbiamo finito molto tardi di giocare in agosto. Non abbiamo avuto tantissimo tempo per riposare. Abbiamo dovuto inserire i nuovi giocatori direttamente in gara ufficiale. Un aspetto rilevante, soprattutto in squadre come le mie, improntate sull'organizzazione. Aggiungiamo che molte squadre si sono rinforzate in modo poco vistoso, a luci spente. Ormai in ogni partita che si gioca c'è da sudare".