Se ci fosse qualcuno che riesce a staccare gli occhi dal calcio mercato, c’è una notizia da segnalare: la Roma di José Mourinho per il momento ha messo i tacchetti in zona Champions League. Nonostante il caso Zaniolo cannibalizzi tutte le attenzioni, i giallorossi infatti, battendo lo Spezia grazie a un 2-0 santificato dalle reti di El Shaarawy e Abraham, vanno a dormire a pari punti al terzo posto con l’Inter, impegnata domani con l’Empoli. Vero che la squadra di Gotti, falcidiata dalle assenze, fa la figura dell’agnello sacrificale, ma basta un dato per capire la differenza fra le due squadre: Rui Patricio fa la prima parata nel proprio specchio della porta al minuto 41’ della ripresa, con la gara già in ghiaccio.

IL GRAFFIO DEL FARAONE

  

La squadra di Mourinho, senza neppure Pellegrini - in panchina per acciacchi - sceglie un 3-4-2-1, con Matic al fianco di Cristante in mediana ed El Shaarawy partner di Dybala alle spalle di Abraham. Lo Spezia è l’ombra di quella che era la squadra tipo fino a qualche settimana fa. Venduto Kiwior all’Arsenal, fuori Nikolaou per squalifica e Nzola, Ekdal e Bastoni per infortunio, il gruppo di Gotti perde quasi subito anche Holm. Morale: con Agudelo schierato finto centravanti di un 3-4-2-1 a specchio con i giallorossi, gli spazi sono stretti per tutti e il primo tempo non è certamente champagne. Il primo brivido arriva solo al 17’, con una incursione di Zalewski fermata in area senza fallo, anche se entrambe le panchine ruggiscono, chi per il presunto rigore, chi per la mancata ammonizione per simulazione. Quattro minuti più tardi è il Faraone a farsi vivo con un tiro che Dragowski blocca a terra. Da quel momento si contano cinque conclusioni in poco più di una ventina di minuti, senza che nessuno centri la porta. Si esercitano senza fortuna Zalewski, Abraham (di testa), Verde, ancora El Shaarawy e Reca. Insomma, quando la partita sembra avviarsi reso l’intervallo senza sussulti, un lancio di di Smalling dalla retroguardia ingolosisce contemporaneamente Amian, Caldara e Hristov che - in modi diversi - vengono attirati dalla palla diretta ad Abraham. La sfera invece va ad El Shaarawy che la consegna a Dybala che s’invola verso la porta avversaria, scaricando al momento giusto sul Faraone, che segna senza problemi. È il 44’, e allo Spezia non resta che provare un paio di tiracci con Bourabia e Agudelo, ancora una volta senza avvicinarsi troppo alla porta di Rui Patricio.


DYBALA & ABRAHAM

  

Nella ripresa Gotti lancia subito Esposito e Maldini per Hristov e Verde, abbassando Ferrer in difesa e piazzando Gyasi sulla fascia. Proprio Esposito però, all’esordio in Serie A, al 4’ regala palla a Dybala che innesca Abraham, nell’uno contro uno. Caldara, ammonito, non rischia il fallo e così l’inglese lo supera facilmente per poi battere Dragowski. Le velleità di rimonta dello Spezia sembrano morire in quel momento. Per i liguri va fuori anche Bourabia ed entra Kovalenko, ma l’inerzia è tutta per i giallorossi. Al 14’, infatti, da una punizione sulla trequarti interviene Abraham, la cui palla sfila dentro tutta l’area piccola bianconera, a un passo dalla linea di porta, senza che nessuno intervenga. Nel prosieguo dell’azione è Matic a tirare, senza centrare la porta. Stessa sorte che tocca al 20’ dal limite a Zalewski. I padroni di casa provano a scuotersi, assaltano le fasce con più frequenza e con Maldini, al 22’, vanno alla conclusione pericolosa dal limite. Mourinho allora si copre, inserendo Bove per il Faraone. La partita a quel punto comincia a scivolare verso i titoli di coda senza troppi sussulti. Gotti mette anche Joao Moutinho per Reca e Mou dà qualche minuto a Belotti per Dybala. Serve solo per aggiornare il tabellino, perché l’unica cosa che conta è che la Roma per ora è tornata in zona Champions. E vuole restarci.