ROMA - Vogliono un parco pubblico anziché uno stadio. E per far sentire la loro voce, quella di cittadini e cittadine preoccupati/e per l'accumulo di cemento nel quartiere e per le problematiche connesse alla viabilità, hanno fondato il "Comitato Stadio Pietralata, No Grazie". Ieri pomeriggio i componenti di questa organizzazione hanno indetto un'assemblea pubblica (circa 70 partecipanti), durante la quale sono state elencate le ragioni del "no" in contrasto a quelle del "sì" (caldeggiate anche dal nuovo ministro per lo Sport, Abodi), che viceversa dimostrano quanto un nuovo impianto crei posti di lavoro, generi ricavi e riqualifichi l'area in cui sorge.

Contrari

I membri del Comitato hanno definito «assurdo» il fatto che un progetto del genere venga «calato dall'alto senza alcun processo partecipativo dei cittadini». Lo stadio occuperebbe infatti l'unico spazio destinato al verde pubblico del vecchio progetto SDO (Sistema Direzionale Orientale) pensato negli anni '50 per ricollocare fuori dal centro le infrastrutture direzionali della città (uffici, sede Istat, atenei). Ad aprire il dibattito, andato in scena presso il Circolo Arci di via del Frantoio, è stato Emilio Giacomi di Italia Nostra, che ha lamentato la «mancanza di trasparenza da parte dell'amministrazione visto che non è stato pubblicato il progetto di fattibilità». L'ex assessore all'urbanistica Paolo Berdini, tra i più noti avversari dello stadio a Tor di Valle («tanto da costarmi il posto di lavoro»), ha espresso i suoi dubbi anche su Pietralata: «In un quartiere che ha una fame di verde drammatica, è terribile perdere così 80 ettari». Secondo Berdini «qui non c'è nessun "signor no", ma soltanto persone che vogliono bene a una città che purtroppo sta crollando». Pur restando critico sulla questione, l'ex assessore ha riconosciuto delle differenze rispetto alle ambizioni di Pallotta«Quell'area era privata, questa è pubblica. Lì volevano fare un nuovo quartiere per giustificare uno stadio e non avrei firmato neppure sotto tortura, in questo caso almeno si vuole fare solo lo stadio senza uffici, albergo e palazzi. Ma questo spazio verde non va toccato: perché non poter sognare Villa Borghese a Pietralata anziché altro cemento?». Hanno partecipato all'incontro anche il presidente della Commissione Urbanistica della Regione Lazio, Marco Cacciatore, e Vittorio Sartogo del coordinamento delle associazioni per la mobilità alternativa. 

Iter

 

Intanto, la Conferenza dei Servizi Preliminare sta andando verso la conclusione. Il secondo step dell'iter è la delibera di pubblico interesse in Assemblea, prevista nella seconda settimana di gennaio. Nelle intenzioni dei proponenti, la posa della prima pietra avverrebbe entro la fine del 2024. Il CEO dell'As Roma, Pietro Berardi, nei giorni scorsi ha parlato di «riqualificazione urbana, sostenibilità e modernità» come punti di forza del progetto e ha immaginato il nuovo impianto come il fiore l'occhiello dell'Europeo 2032 (l'Italia si è candidata per ospitare l'evento). Il club si sta già muovendo per cercare chi disegnerà la nuova casa e da diversi giorni si fa il nome di Populous, studio ideatore dell’Emirates e di Wembley.