Finisce 0-0 la prima amichevole giapponese della Roma, in una partita con poche emozioni e una piccola grande conferma: Benjamin Tahirovic, uno dei migliori della truppa giallorossa. Ancora una volta, però, la squadra di Mourinho ha palesato evidenti limiti nella fase di finalizzazione, dove i giallorossi si sono resi pericolosi a tratti solo nella ripresa. Adesso appuntamento a lunedì prossimo con la sfida ai campioni del Giappone, lo Yokohama Marinos.

QUANTA NOIA

Nella seconda edizione della Eurojapan Cup Mourinho rinforza il centrocampo, passando a tre con Matic come perno davanti alla difesa e i giovani Boce e Tahirovic ai suoi fianchi. Già, i giovani, perché Mou nel suo 3-5-2 ne lancia dal via altri due, Missori come quinto a destra e Cherubini come seconda punta, con il compito di girare alle spalle di Abraham e attaccare la profondità. In difesa si rivede anche Kumbulla, che non si vedeva in campo dal 9 ottobre (due minuti nel finale di Roma-Lecce). Insomma, è una Roma inevitabilmente sperimentale quella che scende in campo contro il Nagoya Grimpus (con cui i giallorossi hanno firmato una partnership per lo sviluppo dei vivai e dei rispettivi brand), che ha chiuso all’ottavo posto la Japanese League. I ritmi sono bassi, si palleggia piuttosto che accelerare e la conseguenza è che di emozioni ne vengono fuori con il contagocce. Così il primo tiro in porta arriva al 37’ del primo tempo con El Shaarawy, ma è più un passaggio che non un tiro vero e proprio. Prima per i giapponesi ci aveva provato Mateus con una punizione calciata alta, dopo è ancora El Shaarawy a provarci su una bella iniziativa di Tahirovic. Ma il primo tempo è tutto qui, avaro di emozioni.

POCHE SCINTILLE

La ripresa si apre con una punizione di El Shaarawy, il più attivo tra i giallorossi insieme a Tahirovic, che nella ripresa tornano in campo con un piglio diverso rispetto al primo tempo. Entrano Celik e Shomurodov, al 12’ la Roma va ad un soffio dal gol con la traversa di Ibanez (respinta di Langerak su Tahirovic da fuori). Poi è Svilar a salvare in uscita su Leonardo. Insomma, adesso la partita almeno è un po’ più viva di prima. Abraham reclama giustamente un rigore, vanno dentro anche Volpato e Camara, mentre Matic ci prova proprio in extremis dalla distanza, sperando di bissare il gol segnato al Torino. Finisce 0-0, la speranza è che con lo Yokohama sia tutto più divertente.