DOHA Il Brasile ha la pazienza del serafico Tite, che in panchina non smuove un muscolo della faccia nei lunghi minuti, praticamente tutto il primo tempo, in cui i suoi campioni non riescono a domare la Serbia ad alto tasso di italiani. Sembra una notte stregata dentro l’avveniristico Lusail e invece la Seleçao alla lunga scaccia i fantasmi e comincia la caccia al sesto Mondiale nel migliore dei modi. Il professore non ha mai temuto che i suoi allievi lo tradissero. Sino all’intervallo, per la verità, avevano fatto dubitare: Neymar, il talento più atteso, non pervenuto, neutralizzato dalla marcatura spietata del granata Lukic e gli esterni, Raphinha a destra e Vinicius a sinistra si accendevano ma al momento buono, una volta dentro l’area, perdevano misura e precisione.


 

Cambia tutto all’inizio del secondo tempo, come un improvviso temporale estivo. I serbi, aggressivi, dinamici, attenti, perfetti sino a quel momento, mollano il colpo di schianto, allungandosi e consegnandosi ai titolati rivali. Che non si fanno pregare. Diventa subito il Brasile delle stelle. Neymar si sveglia e ispira l’1-0, la freccia Vinicius mette il piede in entrambi i gol, ma l’uomo della svolta è Richarlison, il falso nove biondo platino, sino a quel momento il peggiore della sua squadra, capace però di inventarsi nel giro di 11 minuti una doppietta formidabile e decisiva. L’attaccante di Conte, che viene dalle favelas, cambia la notte dei brasiliani sugli spalti e in campo: prima è lesto a ribattere in porta la deviazione di Vanja Milinkovic-Savic, alla fine il migliore dei suoi, dopo un tiro a girare di Vinicius. E poi delizia gli 80 mila con una prodezza balistica: controllo, giravolta e mezza girata al volo. Il più bello di questo Mondiale.

 

La partita è chiusa, i patimenti della Seleçao dimenticati in un secondo tempo pieno di cose buone, condito anche dal palo di Alex Sandro, dalla traversa di Casemiro e da almeno altre tre occasioni nitide. Il Brasile non sbaglia la prima. Anche se deve penare all’inizio. Tite, che i brasiliani pronunciano «Cici», lo aveva messo in preventivo. Il merito della Seleçao è di non essersi fatta prendere dalla smania. Quando sale la pressione della partita la differenza diventa notevole. Il Brasile conferma di essere una delle grandi favorite. Nel momento in cui Neymar aumenta i giri del motore i compagni si muovono più leggeri, liberati dal peso dell’esordio. Poi però esce dolorante con il ghiaccio sulla caviglia, gli sarà fatta una risonanza magnetica.

Richarlison è la medicina contro la paura e la mossa vincente di Tite. Nel Tottenham, Conte lo fa giocare esterno e anche nel Brasile così ha vinto la Copa America del 2019. Ora che fa il centravanti di manovra è un sentenza, visto che ha preso parte a 9 gol nelle ultime 4 partite e ha firmato tre doppiette nelle ultime cinque in cui è stato titolare. La Serbia, con otto italiani, manca in attacco. Vlahovic entra quando i giochi sono fatti: il suo esordio mondiale è amaro .