DOHA Un dominio assoluto sotto gli occhi del re Felipe: la Spagna comincia il Mondiale, nel futuristico Al Thumama, con un esagerato 7-0 alla Costa Rica nel segno del gioco e dello spettacolo. 3-0 dopo mezz’ora, altri quattro gol nel secondo tempo. Tutto troppo facile per essere vero. La Costa Rica viene spazzata via e anche Keylor Navas, il più famoso, rivale di Gigio nel Psg di Pochettino, affonda miseramente. La Spagna è bellissima, rossa di passione e verde come la qualità dei suoi giovani interpreti. Dani Olmo, preferito a Ansu Fati, rompe l’equilibrio dopo 11 minuti, centesimo gol della Roja al Mondiale, dopo una giocata formidabile e aver ricevuto un pallone superbo da Gavi.

 

 
 

Asensio (c’è la complicità di Keylor Navas) raddoppia e Ferran Torres, futuro genero di Luis Enrique, firma una doppietta tra la fine del primo tempo (su rigore) e l’inizio del secondo. Nel finale la vittoria diventa un formidabile 7-0 grazie a Gavi, Soler e Morata, gli ultimi due entrati dalla panchina. Benzina per la giovane squadra di Luis Enrique. Chi temeva che dopo Argentina e Germania anche la Spagna sottovalutasse il debutto, è servito. Una squadra formidabile, che controlla il gioco e lo sviluppa attraverso il palleggio prolungato e lo sfruttamento delle fasce. Certo va tenuto conto della modestia dell’avversaria.


 

Il Costa Rica, che il Mondiale lo ha conquistato dopo lo spareggio contro la Nuova Zelanda, dà l’impressione di arrendersi senza lottare, sconfitta in ogni zona del campo, soprattutto in mezzo dove imperversano due ragazzini terribili, il diciottenne Gavi (gol e assist) e Pedri, che compirà vent’anni tra due giorni, il 25 novembre. Luis Enrique si gode il successo, abbraccia tutti in panchina con entusiasmo, come fosse una finale e manda baci in tribuna. La sua Spagna non è una sorpresa: ha perso l’Europeo in semifinale contro l’Italia ma solo ai rigori e l’ultima edizione della Nations League in finale con la Francia e si è qualificata al Mondiale senza troppi patemi. Una squadra in crescita. Il laboratorio dell’hombre vertical funziona e pazienza se Luis, molto criticato nel suo Paese, non incontra le simpatie di tutti. La sua Spagna potrebbe essere una delle grandi favorite. “Lucio”, del resto, lo ha detto: «Voglio giocare sette partite» Per arrivare sino alla finale.