ROMA - In silenzio, come d’abitudine, ma Dan e Ryan Friedkin, con i loro collaboratori, continuano senza sosta a lavorare al progetto Pietralata per il nuovo stadio. Se non trovano conferme, al momento, le indiscrezioni secondo le quali sarebbe già in agenda un incontro tra il ministro Abodi e i proprietari della Roma, trova conferma, invece, la data in cui dovrebbe chiudersi la Conferenza dei Servizi preliminare: il giorno è il 10 gennaio, subito dopo le feste. A quel punto lo stadio avrà la certificazione di Pubblico Interesse da parte del Comune e potrà partire l’iter vero e proprio. 

Le richieste

 

Nel frattempo la Roma è al lavoro per soddisfare le richieste del Campidoglio: il club giallorosso deve definire «un perimetro univoco dell’area» mentre per quanto riguarda gli aspetti meramente economici il Comune chiede che il Piano includa «tutti i costi relativi agli eventuali espropri di diritti reali necessari per la realizzazione degli interventi previsti». Tutto questo, dovrà produrre un «elaborato grafico e relativi tabulati nei quali si specifichino con esattezza le aree interessate dalla richiesta di cessione del diritto di superficie e la loro consistenza». 

Le tappe

 

L’idea è quella di aprire la Conferenza dei Servizi vera e propria a febbraio per poi, in un paio d’anni - tempo massimo - arrivare alla posa della prima pietra. L’idea dei Friedkin è quella di regalare lo stadio alla Roma per il 2027, giusto in tempo per i 100 anni del club. Ecco perché non vogliono perdere tempo e hanno già contattato vari studi per il progetto, tra cui gli architetti londinesi di Populus che hanno progettato l’Emirates, il Millenium Stadium di Cardiff, il nuovo Wembley e lo stadio del Tottenham: tutti impianti che piacciono, e non poco, ai Friedkin. Intanto il comitato “Stadio Pietralata, No Grazie!” si riunirà per la prima volta sabato 26: nel gruppo ci sarà anche Paolo Berdini, ex assessore all'Urbanistica della Capitale che si era già opposto al progetto Tor di Valle.