Idee chiare e conti in ordine. Un attaccante che possa fare anche l’esterno, ma senza fare follie. Un centrocampista, ma solo dopo averne ceduti due. La nuova filosofia di mercato in casa Juve viene rispettata alla regola, è finito il tempo di spese fuori controllo e ingaggi oltre determinati paletti. La rivoluzione di Arrivabene e Cherubini, avvalorata da Allegri, prosegue sulla scia di operazioni ragionate e, soprattutto, poco impattanti a livello economico. Pogba e Di Maria sono arrivati a costo zero di cartellino e grazie a ingaggi in linea con quello di Vlahovic, il simbolo del nuovo corso bianconero in campo e in ambito salariale.

 

 

 

De Ligt è stato sacrificato anche per questo: 12 milioni netti, ovvero lo stipendio che percepiva il difensore olandese, non li guadagnerà nessun giocatore della rosa, almeno fino a quando non verrà ristabilita una sostenibilità di base che negli ultimi anni è mancata. Così Bremer è arrivato dopo un investimento importante sì, condizionato però alla cessione del suo predecessore al Bayern. Circa 70 incassati e 41 spesi, al netto dei bonus che potranno essere ottenuti nel primo caso e aggiunti nel secondo. Allegri è sereno e soddisfatto, avrebbe fatto volentieri a meno dell’infortunio rimediato da Pogba, ma gli ultimi segnali per il suo recupero sono stimati in sei settimane al massimo, oggi forse il consulto decisivo.

 

 

 

In quel reparto, Max vorrebbe inserire presto anche Paredes del Psg, un vecchio pallino, eppure la società è stata chiara: prima deve uscire Arthur, richiesto da Gattuso al Valencia, e potrebbe non bastare. Infatti Rabiot è ancora sul mercato nonostante lo stop del suo connazionale e c’è stato un contatto con il Monaco, mentre Rovella è sempre più corteggiato dal Monza e inseguito dalla Salernitana. La priorità di Allegri comunque è trovare un attaccante che possa adattarsi sulla fascia e fare il vice Chiesa. Quindi Morata, o un giocatore simile a Morata. Alvaro tornerebbe volentieri ed è ancora la prima scelta, sia tattica che caratteriale: da Madrid, però, fanno muro e sostengono che non sia cedibile, al contrario di Griezmann.

 
 

Un modo elegante per ribadire alla Juve che un nuovo prestito non viene minimamente considerato e sconti sul cartellino al momento non sono previsti. L’operazione-ritorno quindi resta difficile, società e allenatore faranno il punto appena la squadra tornerà dalla tournée americana, così da delineare una strategia precisa. Aspettare, senza fretta, che l’Atletico abbassi le pretese o accelerare per le altre soluzioni sul tavolo. Che non sono Firmino o Mertens, anche per caratteristiche, e corrispondono invece di più ai profili di Martial e Werner.

Il primo è stato vicinissimo già a gennaio, quando Cherubini era a un passo dal prenderlo in prestito, prima che venisse autorizzato l’anticipo dell’investimento estivo su Vlahovic. Il secondo invece ha già dato apertura al trasferimento e lo stesso Chelsea lo muoverebbe in prestito, ma i 10 milioni netti di stipendio non aiutano. La Juve li tiene tutti caldi, presto deciderà se e come approfondire. Compreso Muriel, che è in lista per talento e caratteristiche ricercate, ma la cifra chiesta dall’Atalanta è considerata oggi troppo alta per il transfer di un trentunenne. Perché la nuova Juve si è data dei principi (ingaggi più contenuti e acquisti soprattutto giovani) e vuole rispettarli.