ROMA - Lorenzo Pellegrini si prepara per vincere ancora. In questi giorni è in vacanza alle Maldive con la famiglia, ma si tiene in forma in vista della ripresa della preparazione e si ridurrà le vacanze. Come tutti i nazionali è stato convocato per il 12 luglio, ma tornerà a Roma prima per cominciare a lavorare con il suo staff. Si ridurrà le vacanze per farsi trovare pronto. Lorenzo è un professionista scrupoloso, da tempo si è fatto affiancare da uno staff che lo segue quotidianamente. E’ composto da un preparatore atletico, un osteopata e un fisioterapista. Come Totti non lascia nulla al caso. Il capitano della Roma ha compiuto 26 anni pochi giorni fa, la famiglia prima di tutto, ma la scelta di legarsi alla società giallorossa praticamente a vita lo mette al centro del progetto dei Friedkin. Pellegrini è stato il primo capitano romano della Roma ad alzare un trofeo internazionale. Era capitato una sola volta, ai tempi della Coppa delle Fiere, agli albori degli anni Sessanta del secolo scorso. Il capitano era Giacomo Losi, diventato poi romano d’adozione. A Tirana è stato Lorenzo a passare la Coppa nelle mani di Dan Friedkin, nei magici momenti del tripudio sotto il settore dei tifosi giallorossi.  

 

 

 

Pellegrini, finalmente l'azzurro

Quella appena conclusa è stata la stagione della sua definitiva consacrazione. Leader conclamato nella Roma, ha totalizzato 41 partite con 17 reti, ma anche in azzurro è riuscito finalmente a dimostrare il suo valore, dopo essere stato bersagliato dalla sfortuna, al punto di aver dovuto saltare l’Europeo in extremis per una lesione muscolare. In azzurro sette partite e tre gol, la stima di Mancini, che lo ha utilizzato da attaccante e centrocampista. Nel nuovo corso della Nazionale che deve ripartire dopo l’eliminazione dal Mondiale, il capitano della Roma sarà uno dei protagonisti. La maglia numero dieci che gli è stata affidata ha un significato preciso. 

 

 

Pellegrini, il lavoro con lo staff

Da un paio di anni si è fatto affiancare da uno staff di professionisti, segue una tabella di lavoro che si integra con il lavoro che svolge con la squadra. In campo non si tira mai indietro, è sempre il primo a lanciare il pressing. Dopo Cristante è stato il giocatore della Roma che ha corso di più nello scorso campionato, il migliore della sua squadra per passaggi chiave. Negli ultimi tempi preferisce fare un certo tipo di preparazione a casa, nell’ampio giardino della villa di Casal Palocco. Fino a un paio di anni fa si allenava al campo Francesca Gianni con il professor Maggesi e Raffaele Sestito, cugino da parte di madre, di qualche anno più grande di lui, che ha avuto una breve carriera nel calcio come portiere. Ha cominciato nelle giovanili giallorosse, poi al Brescia fino alle soglie della prima squadra, per concludere il percorso nella Salernitana, dopo essersi rotto il bacino. Ma per tanto tempo Lorenzo e Raffaele si sono allenati su quel campo deserto. Oggi non è più possibile perchè il capitano della Roma attira i ragazzini del quartiere e non ci sarebbero più le condizioni. Uno provava i tiri, l’altro parava. Raffaele non aveva dubbi sulle capacità balistiche di Lorenzo sui calci di punizione, quest’anno ha fatto centro tre volte. Lorenzo nella Roma ci crede. Crede nel progetto dei Friedkin, ha invitato i piccoli azionisti ad aderire all’Opa per uscire dalla Borsa. Crede in Mourinho, che ha favorito il suo rinnovo del contratto e lo considera il suo punto di riferimento in campo. Pellegrini è convinto che con qualche ritocco questa squadra può continuare a vincere.