«Stefano, sai che ho grande fiducia in te, ti affido un compito: riconsegnami Mkhitaryan per Tirana». Stefano di cognome fa Rapetti. Nello staff di Mourinho, è il preparatore atletico. Con lo Special One aveva lavorato in precedenza già negli anni dell'Inter e del Manchester United. Qualche cosetta insieme l'hanno vinta. Il tecnico si fida ciecamente di lui. E da quando a Leicester il muscolo della coscia ha costretto l'armeno ad alzare bandiera bianca (lesione), a Rapetti gli ha affidato il compito di rimetterlo a posto in vista dell'appuntamento di Tirana. Consapevole, Josè, che con Micki in campo, magari ricordando pure quell'Europa League vinta tutti e tre insieme con il Manchester United, si concretizerebbe qualche possibilità in più di tornare a Roma con la Coppa.

Rapetti ci sta lavorando tutti i giorni, pur sapendo che il guaio muscolare accusato da Mkhitaryan non è stato di poco conto e il tempo a disposizione rischia di non essere sufficiente. Anche ieri l'armeno, nel giorno di riposo concesso ai suoi compagni, il giocatore ha continuato a svolgere il lavoro differenziato con cui si spera di rimetterlo comunque a disposizione di Mourinho. Se non per novanta minuti, almeno per la metà perché Micki è l'uomo che può fare la differenza nella sfida contro gli olandesi. Terapie, lavoro in acqua, esercizi specifici sempre più sostenuti per verificare i progressi. In questo senso da Trigoria filtra meno di zero, ma pure un cauto ottimismo affinché l'armeno a Tirana possa almeno sedersi in panchina, pronto a rispondere presente se non altro per uno spezzone di partita. E se poi ce la facesse a partire titolare, Mourinho azzererebbe quello che, oggi come oggi, rimane il dubbio più amletico in chiave formazione: chi al posto di Micki? Sergio Oliveira o Veretout che a Torino contro i granata è tornato a dare segni di vita?

 

 

Stamattina, a Trigoria, quando i giallorossi si ripresenteranno per iniziare a preparare la sfida di Tirana contro il Feyenoord, probabilmente cominceremo a capirci qualcosa di più. Non è da escludere, infatti, che l'armeno, pur continuando nel suo lavoro personalizzato, possa tornare a vedersi in campo. Sarebbe un segnale molto importante in chiave recupero per il Feyenoord. Per il resto, toccando ferro, Mourinho non ha problemi. Già a Torino si è capito bene come la panchina di Karsdorp, Zaniolo e Smalling sia stata una scelta più che una necessità. Siamo certi che lo Spcial One la formazione da mandare in campo, ce l'abbia già in testa per nove, con Mkhitaryan dieci, undicesimi. L'altro, eventuale, dubbio, è chi mandare in campo al fianco (o dietro) di Abraham. La prima risposta non può che essere Zaniolo, ma le opzioni Shomurodov, El Shaarawy e pure Carles Perez possono rappresentare una variante da sfruttare come sorpresa. Per il resto, la formazione è fatta.