ROMA - Ha già debuttato con la sua nuova maglia della Roma nella gara contro la Juventus, ma oggi è tempo di dichiarazioni per Maitland-Niles, l'esterno destro preso in prestito secco fino a giugno dall'Arsenal. L'inglese è intervenuto in conferenza stampa per presentarsi. 

 

 

Prima l'introduzione di Tiago Pinto: "È un piacere vederci anche se ci sono problemi col covid. Non risponderò alle vostre domande, alla fine del mercato avremo l'opportunità di chiarire ogni situazione. Siamo qui per presentare Maitland-Niles e voglio dire 2-3 cose importanti. È un calciatore pronto per aiutare la squadra subito, il mercato di gennaio deve essere così, i calciatori devono poter dare una mano e lui lo ha fatto domenica scorsa. È un calciatore giovane che può giocare in più di un ruolo e viene da un campionato duro come la Premier League. Mi ha aiutato tanto in questa trattativa, perché la sua voglia era molto grande. Grazie per essere venuti".

La conferenza stampa di Maitland-Niles

Vista la formula con cui sei arrivato, ti senti di passaggio o pensi che in questa fase potresti rimanere per qualche anno?
"In questo momento preferisco concentrarmi sul presente piuttosto che sul contratto. Voglio raggiungere gli obiettivi della Roma, vale a dire un piazzmento nelle prime quattro".

La Roma sa essere eccellente e largamente insufficiente nella stessa partita. Che idea ti sei fatto di queste contraddizioni?
"Gli alti e bassi fanno parte del calcio. Quei sette minuti ci sono costati caro, dobbiamo lavorare per cambiare la nostra mentalità, per avere regolarità e concentrazione per tutti i minuti della partita, dobbiamo lavorare tutti insieme".

Qual è il tuo giudizio sulla Serie A?
"La Serie A è un campionato importante, più tattico della Premier League. Mi è sembrato anche molto tecnico. Occorre mantenere la concentrazione altissima dal primo all'ultimo minuto".

Hai ravvisato una mancanza di mentalità vincente nella squadra?
"Credo che sia io che Sergio abbiamo capacità e volontà di trasmettere questa mentalità e aiutare la squadra a vincere le partite. Il calcio è questo, vincere le partite. Se non vinciamo non siamo contenti e per questo dobbiamo tornare a farlo il prima possibile".


 

Sei il terzo giocatore inglese della rosa, questo ha influito nella tua scelta? Conoscevi Abraham e Smalling? In campo e nello spogliatoio la Roma parla inglese o in italiano?
"Conoscevo Tammy prima di arrivare, Chris non molto ma ci siamo conosciuti qui. Per quanto riguarda gli allenamenti, capisco la lingua del calcio. Anche se il mister parla in italiano, riesco comunque a seguire le sue istruzioni, riesco a contestualizzarle. Per le sfumature mi dà una mano Claudio".


 

 

Qual è la tua migliore caratteristica e in cosa devi migliorare maggiormente?
"Penso di avere diverse abilità. Corro, ho una buona energia sul campo, sono veloce, forte, con buone abilità tecniche. Capisco molto bene il gioco. Devo mettere in pratica queste qualità, deve diventare normale giocare ogni partita da 9 in pagella. Devo migliorare nella regolarità di rendimento, che mi permette di avere ottime prestazioni e di non accontentarmi di prestazioni normali, perché ogni azione diventi incisiva".

Come sono stati questi primi giorni di allenamento in campo? Come lavora Mourinho?
"Il primo giorno è stato frenetico, poi ho avuto un solo allenamento prima di giocare la prima partita, che volevo assolutamente giocare. Il rapporto è andato rafforzandosi, anche il mister mi ha visto all'opera e ha visto le mie qualità".