In principio era OsiMertens, una specie di combinazione atomica d'attacco pensata e modellata ad arte per il 4-2-3- 1, ma poi è andata com'è andata e invece che in campo, a ridosso di un Natale fa, a un certo punto Dries e Victor hanno rischiato di incrociarsi in una clinica di Anversa, in Belgio. Brutte storie di infortuni passati, certo, e nonostante il tempo sia fuggito sembra proprio che il vecchio progetto possa ancora reggere. Diciamo tornare in auge, seppur un po' riveduto e corretto: a partita in corso, tanto per cominciare, e poi magari dal primo minuto quando le circostanze e gli avversari lo consentiranno e certi equilibri saranno solidi come la roccia. Fatto sta che avere contemporaneamente a diposizione Mertens e Osimhen rappresenta un'arma in più: il jolly di Spalletti, sì. E d'accordo, ci sarà un tempo di mal d'Africa in cui il pittore fiammingo del gol dovrà tinteggiare d'azzurro i vuoti lasciati dal collega, ma fino ad allora c'è un bel po' di strada da fare e ci sono un bel po' di partite da giocare fianco a fianco. Sedici, tutte decisive per il destino e le ambizioni del Napoli in campionato e in Europa League: meglio approfittarne, no?

 

 

 

 

Vai Dries

E allora, a voi. A loro: Victor e Dries. C'era una volta una coppia d'attacco, anzi un'idea tramontata sul nascere e sul più bello, che alla fine dell'ennesima peripezia ormai è quasi pronta a riprovarci. Ma sì, i tempi sembrano finalmente maturi: Mertens ha smaltito i postumi dell'intervento di stabilizzazione alla spalla sinistra, ha esordito nel finale della settima meraviglia del campionato con la Fiorentina, ha capitalizzato la sosta e la mancata convocazione della Nazionale belga per migliorare la condizione e la caccia ai ritmi giusti e gradualmente si sente più pronto. Soprattutto a una nuova e intrigante sfida da vincere a 34 anni: lui, principe azzurro del gol e signore di tutti i record realizzativi della storia del Napoli, partirà in rincorsa. Con un'etichetta che fa strano anche solo pensarla: alternativa. Già: uno come lui, del suo talento e del suo calibro, non sarà mai una riserva o un panchinaro, ma Spalletti ha sempre detto di vederlo centravanti o alle spalle della punta e in questo momento davanti a lui ci sono Osimhen e Zielinski o Elmas (...)