Seicentoquarantaquattro giorni dopo, Nicolò Zaniolo ritrova la Juventus. Stavolta all'Allianz Stadium di Torino e non all'Olimpico, teatro del primo grave infortunio del talento giallorosso. Era il 12 gennaio 2020, ben prima della sospensione del campionato causa Covid-19, e la Roma di Fonseca dopo 10' si trovava già sotto di due gol contro i bianconeri di Sarri. Intorno alla mezz'ora, una delle proverbiali cavalcate del numero 22 si interrompeva sul più bello: Nicolò si accasciava a terra e le lacrime lasciavano immediatamente presagire la diagnosi peggiore. Rottura del legamento crociato del ginocchio destro e stagione apparentemente finita. Invece il lungo stop dovuto alla pandemia ha permesso al fuoriclasse di Massa di recuperare a tempo di record e di prendere parte al finale di campionato. Tornando a incontrare la Juve, il 1° agosto, e terminando idealmente quella cavalcata cominciata sette mesi prima con un assist a Perotti per il 3-1 giallorosso, permettendo alla Roma di vincere per la prima volta nel nuovo stadio juventino.

 

Il foglietto

Più di un anno e mezzo prima, nel gennaio 2019, in un ristorante di Milano era stato ritrovato un foglietto lasciato dall'allora direttore sportivo bianconero Fabio Paratici: una lista di obiettivi della Juventus, tra i quali comparivano Federico Chiesa, Sandro Tonali e lo stesso Zaniolo. Accanto al nome del romanista, una cifra: 40. Evidentemente, i milioni che il dirigente pensava di spendere per strappare il talento al club giallorosso. Niente da fare: nonostante certa stampa lo desse un giorno a Torino e uno a Londra (sponda Tottenham), il 14 agosto la Roma annunciava il rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2024. Rispedendo al mittente tutte le sirene, presunte o reali che fossero. "Giù le mani da Nico", sembrava dire a chiare lettere quel comunicato, in cui Zaniolo ribadiva che «era quello che volevo». Dopo quattro mesi brillanti, il primo infortunio; quindi il rientro, la grande prestazione a Torino e, a settembre 2020, il secondo crac. Dal 1° agosto dell'anno scorso, il ventiduenne non ha più affrontato la Juventus.

 

 

 

Il 22 scalpita

Il fastidio al flessore accusato contro l'Empoli e che lo ha costretto a saltare gli impegni in Nazionale (era stato chiamato dopo l'infortunio dell'atalantino Pessina) è ormai alle spalle: da lunedì Zaniolo sta lavorando in gruppo e scalpita in vista del big match contro i bianconeri. Ancora a caccia del primo gol in campionato che manca dal 22 luglio 2020 (Spal-Roma 1-6, con un'altra delle sue cavalcate), Nico si prepara a guidare la trequarti assieme a Lorenzo Pellegrini e Mkhitaryan. Nel derby e con l'Empoli ha dimostrato di essere in crescita: del resto, dopo un doppio stop come il suo, c'è bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione. Ma nelle scorse settimane Nico ha fatto rivedere quegli "strappi" che lo hanno reso famoso e che hanno fatto innamorare i tifosi romanisti.

Dall'altra parte troverà Moise Kean, suo grande amico dai tempi dell'Under 21: proprio ai tempi del ritiro con gli Azzurrini, i due condividevano la stanza. Si sono ritrovati nella Nazionale durante la pausa di inizio settembre, e Zaniolo a proposito dello juventino ha detto: «Lo conosco da tanto tempo ed è un grande amico. Mi mancava e sono contento che sia tornato in Italia. L'ho visto cambiato, molto più maturo». Di fronte avrà anche de Ligt, contro il quale si fermò la sua corsa in quel maledetto giorno di gennaio di un anno fa. Ma quella corsa Nico l'ha già ripresa, con la stessa voglia e la stessa intensità di allora. Senza timori. Quelli li lasciamo a chi avrà il compito di provare a fermarlo domenica sera all'Allianz Stadium.