Le gambe accavallate, l’aria annoiata, la pettorina verde fluorescente più piccola di una taglia o due. Ma il dettaglio più significativo, quello che meglio di tutti racconta ciò che sta vivendo in questo strano momento della sua vita professionale, è nascosto sotto alla mascherina nera con la scritta «Ici c’est Paris»: Gigio non sorride più.

Non è contento, Donnarumma. Non può esserlo: due mesi fa volava da una parte all’altra trascinando l’Italia da assoluto protagonista alla conquista dell’Europeo, ora invece resta a guardare gli altri giocare. Assurdo sarebbe il contrario, che fosse contento. Infatti non è così. E a raccontarlo, a testimoniarlo, oltre al sorriso sparito sono le persone che gli stanno accanto, che gli vogliono bene: gli amici, qualche ex compagno. Gigio sapeva che la concorrenza con Keylor Navas non sarebbe stata semplice, ma la verità è che non immaginava assolutamente tutte queste panchine: su nove partite giocate fin qui dal Psg fra Ligue1, Champions, Supercoppa francese, l’italien ne ha giocate due, contro le sette del costaricano. Poche, troppo poche, infinitamente poche per un campione arrivato a Parigi con il premio di miglior giocatore dell’Europeo sotto al braccio. Non portiere, giocatore.

 
 

 

Il fatto che Pochettino lo avesse schierato titolare consecutivamente contro Clermont Ferrand e Lione aveva fatto supporre a molti — e a Donnarumma per primo — che le gerarchie stessero finalmente definendosi, ma non è stato così: mercoledì nel 2-1 sul Metz ultimo in classifica in porta è tornato il centroamericano. Quindi?


 

Mentre al Parco dei Principi il portiere di Castellammare si accomodava di nuovo fra le riserve scatenando la perfida fantasia dei tifosi milanisti — il meme più riuscito sui social è quello di lui in panchina vestito come Forrest Gump — a San Siro il suo erede Maignan confezionava l’ennesima prestazione positiva del suo campionato. «Mike non deve scacciare nessun fantasma» ha tagliato corto Pioli qualche giorno fa a precisa domanda, con l’evidente obiettivo di levare pressioni al francese, ma è chiaro che il Milan ha ormai voltato pagina: Donnarumma è il passato e l’ottimo impatto di Maignan è la prova che bene ha fatto il club rossonero a non scendere a patti con le richieste di Mino Raiola, che chiedeva 10 milioni all’anno.

A proposito: anche l’agente è spiazzato dalle tante panchine. «Con Navas non c’è lotta, giocherà Gigio» ha detto convinto, ma per ora non sta andando così. Dovesse la situazione proseguire così si aprirebbero scenari suggestivi: la Juventus l’estate prossima potrebbe fiondarsi sul portiere, che non accetterebbe una seconda stagione da riserva di lusso, anche perché Navas ha un contratto fino al 2024. Due mesi fa la trattativa era arrivata a buon punto, prima che Allegri indicasse altre priorità. Ma il tremendo avvio di Szczesny sta facendo tornare i bianconeri sui propri passi: con Gigio la porta sarebbe coperta per dieci anni. Il polacco però ha un contratto a 7 milioni netti fino al 2024 e trovare un acquirente non è semplice. A Torino qualche riflessione è già in corso.

Siamo solo a settembre, vero, ed è certo che Donnarumma farà di tutto per ribaltare la situazione e conquistare il posto fisso al Psg. «Io sono qui per giocare» ha messo subito in chiaro. Per adesso però resta a guardare. Non il massimo, per Gigio e nemmeno per Mancini: come può il titolare della Nazionale non giocare nella sua squadra di club?