La Roma ha una tendenza piuttosto accentuata a far succedere tutto nei secondi tempi. Che sia strategia, casualità o meccanismi ancora da rodare, al netto di aspetti fisici o mentali, è tutto da dimostrare, ma il dato è questo. In campionato ha subito gol solo nei secondi tempi. In tutti e cinque i casi, poi, la rete della squadra avversaria è arrivata entro i primi 20' della ripresa: al 60' da Milenkovic in Roma-Fiorentina, per il provvisorio 1-1, al 57' da Djuricic in Roma-Sassuolo, anche in quel caso per il momentaneo pareggio per 1-1 e, amaro in fundo, il trittico veronese: Barak al 49', Caprari 54', Faraoni 63'. La tendenza, anche se su tre partite la Roma ha preso solo due gol, la ritroviamo anche in Conference League, con il gol di Cornelius al 64' nell'andata dello spareggio con il Trabzonspor in trasferta, con l'eccezione che conferma la regola dell'unica rete subita nel primo tempo, all'inizio, dal Cska Sofia, precisamente al 10' ad opera di Carey.

 

Di contro la squadra di Mourinho è proprio nei secondi tempi che ha costruito la sua classifica e il percorso, finora da tre vittorie su tre partite, in Conference League. Il 70% delle marcature della Roma arrivano nella ripresa. Già nella gara d'esordio di José Mourinho sulla panchina giallorossa l'aveva sbloccata Pellegrini, uno dei più positivi in stagione finora, al 55' e Shomurodov l'aveva chiusa all'81' dopo il pareggio del Trabzonspor. Al ritorno coi turchi rete di Cristante al 20' del primo tempo e a chiudere sul 3-0 Zaniolo e El Shaarawy nella ripresa. Con la Fiorentina alla prima giornata di campionato stesso copione per i tre gol realizzati: di Micki l'1-0 nel primo tempo, poi doppietta nel secondo di Veretout per vincerla 3-1. A Salerno tutto nella ripresa: tra il 48' e il 79' doppietta di Pellegrini e gol di Veretout e Abraham. Col Sassuolo il gol di Cristante ad aprire le marcature nel primo tempo e quello di El Shaarawy al 91' per i tre punti molto "special" delle mille panchine di Mou. Roma-Cska Sofia, alla prima giornata di Conference si era chiusa 2-1 (Pellegrini e El Shaarawy) nel primo tempo dopo lo svantaggio iniziale, ma la Roma l'ha chiusa con altre tre segnature (Pellegrini, Mancini e Abraham) nella seconda parte. Infine con la "fatal" Hellas la magia di Pellegrini è arrivata alla fine della prima frazione ma l'autogol di Ilic nel secondo tempo.

 

 

 

La ricerca dell'equilibrio, per superare questa contraddizione in termini, passa anche attraverso l‘analisi di altri dati: perché è vero che la Roma è la seconda squadra per parate (16, subito sotto al Genoa che è arrivato a 17) del bravo Rui Patricio (quindi subisce parecchi tiri), ma è anche vero che con 11 gol è il secondo miglior attacco della Serie A dopo l'Inter (18 reti, ma una partita in più), è quarta per i tiri (63 contro i 75 ancora dell'Inter che ha già giocato), è seconda, sempre dietro ai nerazzurri guidati da Inzaghi negli assist (10 contro 15) ed ha il primato dei legni colpiti (3). Nei corner la squadra di Mourinho si presenta al quinto posto (fino a prima dell'inizio della quinta giornata, però, era seconda e stasera può "incrementare" lo score) con 26 calci d'angolo, dietro all'Empoli che ne ha battuti 30, Inter e Sassuolo 29 e Bologna 28. Insomma, nonostante i fatti dicano che la strada è giusta, sembra una squadra che ancora non ha mezze misure. Anche per questo Mourinho aveva suonato l'allarme dopo un 5-1 a favore. Stasera con l'Udinese è l'occasione per un nuovo passo di crescita.