Dolcemente, come dice Mourinho, ma con fermezza, stasera deve riprendere la corsa della Roma verso un obiettivo che non può essere lo scudetto, d'accordo, ma può essere certamente battere l'Udinese, appena sopraffatta dal Napoli di Spalletti che pure l'anno scorso nelle prime quattro non è entrato e ha vissuto un'estate piuttosto morigerata, senza i colpi messi a segno dai Friedkin. Dolcemente, dice Mourinho, bisogna trattare la Roma. Il pubblico lo sa, i media un po' meno, Mou se ne sta rendendo conto.

 

Contro l'Udinese peraltro non è mai una partita facile, storicamente. Ci sono statistiche rotondissime che lo testimoniano. Fino a oggi le due squadre si sono affrontate in tutte le competizioni 100 volte: 52 vittorie per la Roma, 25 i pareggi, 23 le vittorie bianconere. In pratica ogni 10 partite cinque volte vince la Roma, 2,5 pareggiano, 2.5 vince l'Udinese. Ma in casa la percentuale sale: si sono affrontate 50 volte a Roma, in 30 casi hanno prevalso i giallorossi, equivale al 60%. Negli ultimi anni gli scontri con loro sono stati croce e delizia per gli allenatori della Roma. Ci sono state clamorose sconfitte, l'ultima all'Olimpico il 2 luglio post covid, il penultimo ko prima di un filotto di vittorie consecutive. Ma anche grandi vittorie. Lo 0-4 del primo anno di Fonseca, il 3-0 dello scorso febbraio (con doppietta di Veretout). Senza riandare con la memoria alle ricchissime sfide degli anni 80, con le prodezze di Falcao o a quelle dei primi anni 2000 con le stoccate di Montella. Nei suoi quattro precedenti contro l'Udinese, Mourinho ha sempre vinto. Confermare la tradizione significherebbe per lui raggiungere un altro prodigioso record: 41 partite consecutive senza sconfitta in casa, primato attualmente detenuto da Allegri, che oggi ha altri problemi a cui pensare…Il filotto Mou l'ha definito con l'Inter, finendo due stagioni senza mai perdere una partita a San Siro. Gotti contro la Roma invece ha una vittoria e due ko.

 

Dolcemente, senza perdere la tenerezza, il tifo giallorosso si sta stringendo intorno alla squadra, rinvigorito proprio da Mourinho e dal suo lavoro che fino a qui resta straordinario. Stasera ci sarà un altro tutto esaurito, ieri mancavano poche centinaia di biglietti per il sold out. La curva ribollirà di passione, e fuori ci sarà anche un presidio per chi vuole vaccinarsi, iniziativa lodevole della società di cui parliamo a parte. Mourinho non vuole guardare la classifica, a ragione. La Roma deve fare la corsa su se stessa: dopo quattro giornate ha nove punti, solo Garcia nel 2014 fece meglio. Di più, dopo sette partite in totale ne ha vinte sei, ma l'ultima è quella che di solito resta in testa e quindi in questi tre giorni se ne sono sentite di tutti colori. Lo stesso allenatore portoghese è sembrato sorpreso del rumore che certi eventi generano da queste parti, lui che ne ha vissute di cotte e di crude, lui che è passato attraverso diverse esperienze domando le piazze più ruggenti al mondo. Benvenuto a Roma, mister.

Inevitabilmente c'è pure il rischio che qualche pensiero questa sera sia sporcato dall'imminenza del derby, in programma domenica. La bravura di Mourinho deriverà anche dalla gestione di queste tensioni. Anche la Lazio giocherà stasera, alle 18,30 in casa del Toro. Per ora in classifica guidano il gruppone le due milanesi, poi c'è il Napoli, che gioca alla stessa ora della Lazio rendendo visita alla Sampdoria, e al quarto posto s'è inserita l'Atalanta. Ma i risultati di oggi possono nuovamente stravolgere la classifica. Dopo il derby la Roma giocherà in Ucraina la seconda di Conference League e poi affronterà l'Empoli in casa (che a quanto pare si trova più a suo agio in trasferta, due vittorie su due, che al Castellani, tre sconfitte su tre). Poi ci sarà la sosta della Nazionale per un nuovo, provvisorio bilancio. Dolcemente.