MILANO - Bufera Cellino. E il destino di Tonali finisce pericolosamente in bilico. Altro che sconto concesso - 10 milioni tra cifra del riscatto e bonus, con aggiunta del cartellino del giovane Olzer - e nuovi accordi solo da formalizzare, come trapelato la scorsa settimana: adesso sembra tutto saltato. E il presidente del Brescia ha posto una sorta di ultimatum: o il Milan, oggi, ultimo giorno utile, esercita il riscatto alle cifre pattuite un anno fa - 15 milioni più altri 10 di bonus - oppure non se ne fa più nulla. Già perché il presidente delle Rondinelle esclude anche l’eventualità di proseguire a trattare su basi diverse. Insomma, così Tonali se ne tornerebbe clamorosamente a Brescia. Per restarci? Evidentemente no, visto che Cellino ha fatto anche capire di avere un’alternativa in mano; un’alternativa disposta a corrispondere tutta la cifra che dovrebbe versare al Milan, ma anche i 5 milioni che il Brescia sarebbe obbligato a restituire al club rossonero in caso di mancato riscatto.

Vedute differenti

 

Ma finirà davvero così? Per la verità, un altro ribaltone non sarebbe così sorprendente. E allo stesso Cellino è già capitato di infuriarsi e poi di calmarsi, scendendo a più miti consigli. Di certo, a ieri sera, la sua irritazione non prometteva nulla di buono. Già perché il numero uno delle Rondinelle si aspettava che, una volta concesse le nuove condizioni, la partita si sarebbe chiusa rapidamente. Invece, sono trascorsi i giorni e il Milan non è più tornato alla carica per ratificare i nuovi accordi. I motivi? Beh, da più parti rimbalza l’indiscrezione che, sul conto di Tonali, non ci sia perfetta identità di vedute tra proprietà ed area tecnica. In sostanza, dopo quanto fatto vedere nella scorsa stagione, Elliott considera eccessivo investire anche 25 milioni (invece dei previsti 35) per riscattare il centrocampista. Ci vorrebbe un’altra sforbiciata al costo del cartellino, oppure un nuovo prestito. Tuttavia, alla luce delle ultime evoluzioni, è chiaro che la corda di Cellino non possa più essere tirata. D’altro canto, Maldini Massara sono e restano convinti del valore di Tonali, tanto da essersi spesi per la conferma sia con il diretto interessato sia con il suo entourage. Erano sicuri che, una volta ottenute condizioni migliori, il via libera della proprietà sarebbe arrivato. Invece, non è stato così. E giustificare il dietro front ora diventa sempre più complicato.