MILANO - Un girone dopo, con annesso calvario, Bennacer è di nuovo a pieno regime. Valore aggiunto per il Milan che verrà. E che affronta questo rush finale con la missione prioritaria di non lasciarsi sfuggire un posto tra le prime quattro. L'algerino fa rima con solidità, il concetto caro a Pioli che ha edificato l'assetto rossonero - la miscela giusta è con il 4-2-3-1, ampiamente mandato a memoria dal Milan - sul miglior Bennacer. Ora servono nove partite di autorità, quelle che per esempio hanno fatto brillare il dettaglio di una clausola rescissoria del centrocampista fissata a 50 milioni di euro per l'estero. La stella polare per Ismael Bennacer è l'arrivo in Champions League, almeno quanto lo è per il Milan. Ai tempi dell'Arsenal non gli veniva data l'opportunità di entrarci, nel salotto buono dell'Europa. Un percorso in quel caso limitato al settore giovanile, a Londra. Mentre la rincorsa attuale di Bennacer è finalizzata anche a questo, geometrie e peso specifico nel Milan che vuole eliminare altri sbandamenti.

Uomo d'ordine

 

La scossa, inevitabile, si trova anche con un Bennacer in condizione. Perché il Milan sta facendo fatica a mettere insieme due vittorie di fila: non succede da due mesi esatti. Segno tangibile di una continuità assente, che rischia di pregiudicare l'obiettivo minimo. Adesso è d'obbligo guardarsi le spalle per un secondo posto traballante. Va così, nelle pieghe primaverili che ha preso il campionato rossonero. Il Milan è arrivato con il fiato corto, Bennacer è uomo d'equilibrio anche grazie al lavoro di Pioli che in pochi mesi ne ha smussato gli angoli - anche a livello disciplinare - in modo completo. Per formare con Kessie una cerniera adatta. Dentro le ultime problematiche del Milan, c'è anche quella di non avere avuto un Bennacer utilizzabile più di così.