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Roma-Empoli – La conferenza stampa di Ranieri: “Mi aggrappo ai tifosi e alle motivazioni dei giocatori. Dzeko e Schick devono giocare insieme”

Written by on 10 Marzo 2019

Mister Claudio Ranieri è intervenuto nella sua prima conferenza stampa a Trigoria, sia per presentarsi davanti ai giornalisti sia per parlare del match di lunedì sera contro l’Empoli all’Olimpico alle 20:30. Queste le sue parole:

Le sue emozioni oggi rispetto a 10 anni fa?
Le emozioni sono sempre belle, continuo a fare questo lavoro per questo. Già quando si cambia società è qualcosa in più, ma il ritorno a Roma è sempre speciale, per noi romani e tifosi soprattutto. L’emozione è massima, come l’ambizione. E’ un momento difficile ma sono pronto, sono pronto a lottare.

Come ha trovato la squadra dopo due allenamenti? Sa dove vede intervenire
Ho fatto un solo vero allenamento, in 12 giocatori, gli altri stavano recuperando dalle fatiche di Oporto. Oggi sarà il primo con un po’ più di giocatori. Sono curioso, parlerò con loro per capire se hanno recuperato, ma la cosa più importante sono le motivazioni. Capisco il momento negativo, io che arrivo da fuori dico che la Champions è lì davanti, è molto vicina. Le prossime due partite saranno importantissime. E sarà importantissimo il pubblico. I tifosi devono capire che la squadra è in difficoltà e deve sentirsi benvoluta. Da solo non ce la faccio a portarla in Champions, sono sincero, chiedo aiuto ai tifosi. Con i tifosi della Roma a spingerti tutto può accedere. Da tifoso chiedo l’aiuto a me stesso, visto che lo sono anche io.

Avrà visto giocare la Roma, come valori tecnici cosa l’ha colpita di più in positivo? Ritiene che con 55 gol subiti la fase difensiva sia la priorità?
Mi sembra anche che la Roma ha fatto 49 gol, in difesa bisogna essere propensi a rientrare velocemente. Ho visto a grandi linee, non ho seguito molto perché spesso giocavo in contemporanea con il Fulham. I gol subiti arrivano spesso in fase di costruzione da parte nostra: palla persa, transizione e gol. Dobbiamo stare attenti, chi perde palla spesso si sente colpevole e non va bene, si perdere fiducia e inizia a mancare un tassello. Studieremo la soluzione con i ragazzi per non perdere più palloni in fase di uscita.

A cosa si può aggrappare per crederci?
Mi aggrappo ai tifosi e alle motivazioni dei giocatori, devono saper reagire e per farlo devono sentirsi amati. E’ brutto giocare in casa con la paura. Ai tifosi chiedo questo lasciapassare: stateci vicino, abbiamo bisogno di voi.

Una frase delle sue che riassume la sua volontà?
Se me le chiede non mi vengono, sono una persona spontanea. Voglio vedere gente che ara il campo, che sprizzi determinazione. Questo vogliono vedere i tifosi. Accettiamo anche l’errore, ma prima vogliamo vedere una squadra che muore sul campo.

Come vede questi giocatori? Florenzi è un terzino o un centrocampista? Zaniolo un centrale o un esterno? Schick e Dzeko possono giocare insieme?
Florenzi è un giocatore universale, può giocare sia dietro che davanti, dipende dalla situazione. L’importante è che Alessandro si riprenda, da romano capisco il suo momento, ogni errore gli pesa più che a chiunque altro. Invece deve tirar fuori la romanità giusta: petto in fuori, se sbaglia ammetta i suoi errori, ma poi c’è un’altra partita da giocare. Mi aspetto molto da lui. So che il vostro rebus è il ruolo di Zaniolo, quello di Schick e quello di Dzeko. Zaniolo da centrale è nel suo ruolo, lo so benissimo anche io che l’ho visto da lontano, deve andare in possesso di palla. Dipende però: se ho centralmente 3 come lui, devo vedere chi può giocare magari aperto. Magari sacrifico il 20% di questo giocatore per dare il 100% ad un altro. Devo sciogliere questo dubbio solo parlando con loro, per capire chi mi può dare di più sull’esterno rispetto ad un altro. Altrimenti avrò un giocatore al 100% e uno al 50%, se un altro mi giocherà all’80% sceglierò lui. Dzeko e Schick per me devono giocare assieme. Ho visto Schick ad Oporto, è entrato in campo con rabbia. Ha una qualità incredibile. E’ fortissimo, velocissimo, tecnico. Se si sblocca, i tifosi si innamoreranno di lui.

Che idea si è fatto su Pastore?
Non ho visto quest’anno, non ho visto le sue poche partite giocate quest’anno. Conosco il giocatore dei tempi del Palermo e del PSG, un giocatore dalla classe sublime. Ma voglio gente in grado di fare la differenza, non guardo il contratto o l’eta, guardo chi corre, chi lotta, chi si aiuta. Mi interessa essere una squadra, ognuno deve aiutare il suo compagno. Chi fa questo ha più possibilità di giocare. Chi si impegna ha più probabilità di giocare. Parlo non di Pastore ma in generale, tutti devono dare di più. Se siamo in questa situazione è perché non hanno dato quello che hanno dentro, il motivo non mi interessa. Paga l’allenatore, ha pagato Eusebio, ora devono rispondere sul campo. Io li aiuterò, ora devono farmi vedere cosa sanno fare.

Dove si vede lei dal 1 luglio?
Mi vedo adesso con voi e domani in panchina, non vado oltre. A queste condizioni non avrei mai firmato con un altro club, ma se la Roma chiama devo rispondere si.

I cambiamenti a Trigoria hanno avuto un impatto sulla testa della squadra?
Difficile dirlo, ma non mi interessano queste cose. Sono uomini, non bambini di 4 anni. Devono dare il meglio. Non devono esserci più scuse. Conoscono il calcio, guadagnano certe cifre perché lo meritano, devono dimostrarlo. Voglio una squadra sorridente, che lotta e che non si arrende mai. Chi ha problemi li tenesse a casa.

Cosa le ha detto Totti? Ha sentito Di Francesco? E’ vero che non ha voluto trattare sull’ingaggio ma ha accettato la prima offerta?
Non ricordo cosa mi ha detto Francesco, mi ha chiesto “Mister, dove sta?” e abbiamo continuato a parlare. Non ho sentito Eusebio, capisco l’amarezza per chi viene esonerato, ma ho fatto un tifo spaventoso per lui, il primo anno e anche adesso. E’ un gran professionista. Avrà fatto degli errori? Li facciamo tutti, non c’è un allenatore esente da errori. Sul contratto dico solo che ho perso più quando sono andato via rispetto a quanto guadagno adesso, non importa. Non sono tornato per soldi, ma per la maglia, punto.

Lei che è un aggiustatore esperto, le sembra difficile rimettere più a posto questa squadra che la Roma di tanti anni fa?
Quella era una Roma importante, magari un po’ al viale del tramonto, c’erano giocatori di una certa età che avevano dato tantissimo. Sono riuscito a motivarli il primo anno, meno il secondo. Per questo sono andato via, se non riesco a motivare i miei giocatori vado via. Fatemi sentire la squadra e poi potrò rispondervi. Ci vuole l’aiuto dei tifosi e soprattutto dei giocatori, chiederò  il massimo da loro, sono molto esigente con me stesso e chiedo il massimo.

E’ venuto qui senza condizioni, ha detto si a prescindere. Molti a Roma verrebbero o sono venuti così, per poi uscirne con le ossa rotte. Ci spiega questa contraddizione? Su cosa bisogna intervenire di più, sull’aspetto mentale o su quello tecnico?
Scelgo Roma per un fatto che tutti sapete, perché lo facciano altri non lo so. Posso immaginare per le emozioni speciali di questa piazza. Qui si parla di calcio per 25 ore al giorno, se ne parla in ogni sede. E’ logico che la Roma è una squadra che fa notizia, lotta sempre per la Champions ed è tra le migliori in Italia, c’è una nuova proprietà che cerca di fare del suo meglio, che sta investendo tanto e logicamente a fine stagione deve in parte far quadrare il bilancio. Questo è tutto. L’aspetto mentale è la prima cosa in questo momento, ho parlato solo di questo finora, non di caratteristiche tecniche. Bisogna volere fortemente un obiettivo. Voglio gente ambiziosa, so che arrivare in Champions non sarà facile ma non mi arrenderò mai. Ci saranno difficoltà ma se sono un negativo mi arrenderei alla prima. Se sono uno caparbio, invece, cerco di scavalcare il problema ma non mi arrendo. E voglio giocatori che non si arrendono.

Il momento di Dzeko? Domani va in porta Olsen o Mirante?
I bomber hanno anche un anno ‘no’, è normale. quando facciamo le squadre si vedono i giocatori che fanno gol e la media nella loro carriera. Anche Batistuta e Pruzzo hanno avuti momenti del genere. Può darsi che per Dzeko possa esserlo, ma mancano 12 partite, vediamo alla fine cosa potrà fare. Riguardo Olsen e Mirante fatemi vedere l’allenamento, poi saprete domani la formazione.

Ha fatto appello ai tifosi e al pubblico: una vicinanza maggiore, magari con allenamenti a porte aperte, potrebbe essere d’aiuto? Dall’Inghilterra si è portato dietro la campanella o ha in mente altri metodi?
Ci vorrebbe la campana di San Pietro, altro che campanella… (ride, ndr). Al momento su queste cose non posso rispondere. Dobbiamo trovare serenità e determinazione.