CIGARINI A TRS: "LUIS ENRIQUE E' DIVERSO DA TUTTI E LO STIMO. PJANIC IL PIU' FORTE DI TUTTI"

Il centrocampista dell'Atalanta, Luca Cigarini, intervenendo in esclusiva a Tele Radio Stereo 92.7, ha dichiarato:

"Abbiamo fatto l'abitudine alla penalizzazione, ci conviviamo da inizio stagione, la nostra forza è il gruppo, che ha dimostrato di superare ogni difficoltà.

Colantuono lavora benissimo, le fortune degli allenatori le fanno i risultati, lui ha grandi capacità, tattiche e umane.

Sono contento di quanto fatto finora in carriera, al momento del salto di qualità, forse anche per mie responsabilità, ho accusato un ritardo, ma indiscutibilmente non posso rimproverarmi nulla, a maggior ragione ora che mi sto ritrovando.

E' difficile capire come gioca la Roma. Hanno venti fenomeni che possono alternarsi e possono modificare l'assetto e cambiare le partite con le giocate. Luis Enrique ha dato un'identità ben definitva, è una squadra fortissima e un'avversaria molto difficile da affrontare.

Quando ero al Siviglia lui allenava il Barcellona dei giovani, non l'ho incrociato, ciò che ammiro di lui è che va avanti per la sua strada contro tutto e tutti. Molti allenatori cambiano strada quando subiscono critiche. Lui no. Ricerca un gioco differente da quello italiano, con coraggio, professionalità e capacità. Lo stimo molto.

Si parla molto di Lamela, Borini, che sta facendo un ottimo campionato, ma credo che Pjanic sia una spanna sopra agli altri. Mi piaceva molto al Lione, in Italia sta dimostrando di essere un calciatore di livello assoluto.

Siamo contenti che non ci sia Totti domenica, ma verrà comunque sostituito da un giocatore forte.

Il mio cartellino è tutto del Napoli, ma so anche che al momento le porte al Napoli siano chiuse, ma non mi faccio problemi, perché a Bergamo sto bene, l'Atalanta mi ha dato una grande chance dopo due stagioni altalenanti. Io ho la mia idea per il futuro, ma aspetto con grande serenità che le società si parlino.

Io alla Roma? Farei molta panchina, la Roma ha grandi centrocampisti, non credo stiano pensando a me. E' però una squadra affascinante, per tradizione e per Luis Enrique.

Ho l'ambizione di arrivare in Nazionale, magari agli Europei, la speranza c'è, ma sono realista e so che davanti a me ora ci sono giocatori che fanno già parte del gruppo, che gli Europei se lo sono guadagnato. Ma ci spero, indubbiamente. Prandelli l'ho 'sfiorato' a Parma, lui allenava la Prima Squadra, io orbitavo ancora in Primavera, poi ho avuto anche Ranieri, e nelle giovanili ho conosciuto Ballardini, ero nel gruppo che comprendeva Giuseppe Rossi e Dessena, di un anno più piccoli di me, ma che rendevano quel gruppo molto forte.

Denis sente la fiducia dell'ambiente, quella fiducia che forse altrove non aveva avuto. A livello qualitativo è da grande squadra, ora sta dimostrando di essere un grande attaccante.

Nella nostra squadra ci sono alcuni giovani che possono diventare molto forti, come Gabbiadini e Bonaventura. Anche Minotti, che finora si è visto meno. Ragazzi che hanno grandissimi mezzi e un futuro garantito.

Nessuno ha mai discusso le qualità calcistiche di Doni. Poi è successo quello che ormai è di dominio pubblico. A Bergamo le sue vicende hanno lasciato il segno, molti si sono sentiti traditi, le reazioni sono soggettive. Resta quanto ha fatto di eccellente in campo, ma il rapporto con Bergamo si è incrinato".