Avevo due idee da bambino: volevo fare il calciatore della Roma o, in alternativa, il benzinaio. Visti i prezzi, forse avrei dovuto optare per la seconda. Non che la prima sia andata bene, anzi. Però il calcio mi piaceva tanto e quando la Roma perdeva la settimana a scuola era una sofferenza. Molti compagni sceglievano la facile via juventina, ma io mi “battevo” sempre per lei, per la mia Roma. Erano tempi non sospetti, l’ottavo posto era l’obiettivo stagionale, ma non mi importava questo. Mio papà mi portava allo stadio e mia mamma mi faceva ascoltare la radio la mattina quando facevo colazione. Ed ora, eccomi qua “…sono venuto a vedere lo strano effetto che fa”. Sono qua perché mi hanno voluto e mi hanno dato finalmente un’identità. Ora posso dire che dalle 18 alle 21 sono in diretta e ho un programma da gestire con due meravigliosi compagni: Alice e Marco. Ho fatto un lungo percorso per arrivare qui. Ho iniziato nel 1993 raccontando le partite di Eccellenza e Promozione, ho collaborato con testate importanti quali “Il Tempo” e “La Stampa” e avuto altre esperienze radiofoniche. Ora ho una cuffia prestigiosa: quella di TRS. Seguendomi hai una sola certezza: stai ascoltando una persona onesta e leale che ha una passione sconfinata per il suo lavoro e, togliendo i sentimenti… tutto il resto è relativo.