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Conferenza stampa Roma-Inter – Di Francesco: “Voglio vedere una squadra con il sangue agli occhi. Under giocherà”

Written by on 1 dicembre 2018

Dopo la doppia sconfitta in campionato e in Champions League Mister Di Francesco è intervenuto questo pomeriggio alle 14:30 in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Inter all’Olimpico di domani sera alle 20:30.

Già dopo il Real Madrid aveva parlato degli indisponibili. Perotti e Pastore?
Ad oggi sono entrambi disponibili, il tempo di impiego è relativo, sicuramente non ci saranno dal 1′. Avrò risposte definitive dall’allenamento, ma sicuramente non saranno della partita dall’inizio.

Come sta lavorando dal punto di vista mentale per rafforzare la squadra?
Non ho mai smesso, è un lavoro continuo che non dà sempre i suoi frutti. Ci sono tante componenti che si legano, come le assenze. Dobbiamo dare qualcosa in più. Magari si dice spesso, ma va data continuità ad un pensiero per uscire da queste difficoltà Se certe lacune tornano dopo un bel primo tempo con il Real significa che c’è anche da lavoare. Serve che la palla entri e che si cambino le partite, cosa che non sta succedendo. Sta a noi far girare questo in tutti i sensi.

La posizione avanza di Florenzi regala qualche equilibrio in più?
Dirlo darebbe un vantaggio a Spalletti, non parlerò di formazione. Ma è possibile, l’ho fatto in passato e ho poche alternative in quel ruolo. L’assenza di Perotti ci ha tolto soluzioni, ritrovarlo è un vantaggio ma dovrà crescere la sua condizione fisica. Riguardo Florenzi, tutto è possibile.

Schick alla quarta da titolare, si gioca un pezzo di futuro e ci dirà che dimensione ha?
Oggi sono venuto con un po’ di dati: Schick ha giocato 500 minuti in più dell’anno scorso ha fatto più di 4 partite dell’anno scorso, ha avuto più continuità, a Udine sono stato criticato per averlo fatto giocare… Cosa si vuole? Abbiamo bisogno di tutti, soprattutto di giocatori mentalmente e fisicamente al top e tante scelte non le posso fare. Patrik deve avere maggior determinazione e credere nei suoi mezzi, che non vuol dire calciare in porta. L’aspetto mentale diventa predominante per fare prestazioni di alto livello e su questo deve migliorare.

Spalletti ai tempi della Roma disse: “Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli”. Con questi calciatori la Roma che destino ha?
Al di là dei discorsi precedenti, ci servono uomini forti o per lo meno cercare di aiutare chi si sente più debole. Siccome ne sono a capo, devo cercare di dare forza a questo gruppo, lavorando sulla loro testa con continuità. Se pensassi il contrario e andassi dietro a certi discorsi, dovrei mollare tutto. Credo invece che da questa squadra si può tirare fuori qualcosa, anche se ci sono poche scelte vanno fatte con convinzione e dare forza a questi ragazzi. C’è grande delusione e lo capisco, siamo in debito con i tifosi, dobbiamo restituire loro qualcosa ma ci serve il loro sostegno. Capisco l’amarezza ma dobbiamo tornare a dare loro delle gioie, è un obbligo.

Le condizioni di Fazio? Può giocare con l’Inter?
Non lo so, forse la difesa è l’unico reparto in cui ho scelta. Potrei anche giocare con la difesa a 3, sto lavorando su due moduli.

El Shaarawy?
Non sarà della partita ma nemmeno di quella successiva, valuteremo più avanti le sue condizioni.

Compresa la scorsa stagione, 23 volte sotto e solo 3 volte la rimonta, a cosa addebita questo fattore?
Non conoscevo queste statistiche precise ma mi rendo conto che non ne siamo usciti fuori in tante occasioni. Sarebbe fondamentale cercare di andare più in vantaggio, viste le nostre carenze. Tornano sempre paure e timori di venirne fuori. E’ un concetto su cui lavoro con continuità. A Firenze abbiamo subito gol e siamo stati mezz’ora a pensare all’arbitro, invece dovevamo avere la forza di dare continuità. Che pensate, voi che scrivere e parlate? Cerco di trasmettere certi concetti che vorrei vedere e che avevo anche da calciatore,  come la voglia di rimontare e cercare il gol successivo. E’ questa la mentalità da trasmettere ma non sempre è facile. E’ come in una famiglia: non sempre i figli fanno subito quello che gli dice, vi inc****te dalla mattina alla sera ma piano piano ci arrivano. Ma nel nostro mondo il tempo è sempre poco, dobbiamo essere più bravi ad accorciare i tempi di questa crescita. Ci deve essere, è un dato di fatto ed è legittimo dire che andiamo in difficoltà quando subiamo gol.

L’anno scorso ha recriminato per tanto tempo sul ko con l’Inter alla seconda giornata, per il rigore concesso a loro e la vostra maggiore espressione di gioco. Quella partita può essere importante per non ripetere certi errori? Si aspettava le difficoltà di Nainggolan all’Inter?
Nainggolan è un grande giocatore, lo ribadisco. E’ stato sfortunato con gli infortuni, si vede che non ha la forza e l’esuberanza che lo ha sempre contraddistinto ma resta un giocatore di grande livello. Sulla partita ci sono elementi diversi, allora non avremmo meritato la sconfitta, mi auguro di fare come l’Inter: giocare meno bene ma vincere. Oggi è importante cambiare e cercare di portare a casa una vittoria.

Sulle assenze, vi siete dati una spiegazione ai tanti infortuni?
Se volete c’è anche uno studio UEFA, l’incidenza tra ottobre e novembre per i club che giocano tante competizioni è alta. La differenza è che li abbiamo avuti tutti nello stesso momento, questo è il dato che ci ha fatto riflettere. Poi è normale che facciamo tante valutazioni: ad esempio Perotti e Pastore avevano problemi pregressi e abbiamo aspettato di più per farli rientrare, per cercare di farli guardi. Poi Dzeko mi aveva chiesto di riposare ad Udine, mi dava un feedback in quel momento. Quindi certi giocatori vanno fatti riposare. Sento parlare spesso di queste cose da ex calciatori che vivevano un calcio totalmente differente. Non pensate che  questi giocatori, visto che guadagnano tanto, possano fare 100 partite una dietro l’altra. Non si possono giocare tante partite di fila, non tutti riescono ad assorbire tanti match e i ritmi si sono alzati rispetto al passato. Questo porta ad aumentare i i livelli degli allenamenti e i rischi di infortuni El Shaarawy ha fatto tanti minuti in più e la sua poca abitudine mi permetteva di alternare certi giocatori. Quest’anno, anche per via di ragazzi non prontissimi, ho dovuto schierare spesso sempre gli stessi, aumentando i rischi di avere tanti infortunati. Il dato di cui vi parlavo è emblematico e riguarda i flessori, il muscolo più stimolato. I rischi sono dietro l’angolo

Si ripetono gli stessi errori: Manolas con l’Atalanta, Fazio con il Real. Cosa può dire un tecnico davanti a certe cose, che non si possono preparare o prevenire? Avete cercato di cambiare qualcosa dal punto di vista psicologico, visto che immagino che non sappia più dove sbattere la testa di fronte a certi errori? La mia impressione: mi sembra che sentiate troppo quello che si dice su di voi, anche lei. Possibile che quello che si dice fuori vi condizioni?
E’ inevitabile non sentire e non tapparsi le orecchie, ma più che giustificare voglio spiegare, cosa che mi piace di più. Non voglio giustificarmi di nulla, cerco di dare sempre il meglio di me stesso. Troppo facile dire ‘l’avevo detto’… La differenza è che, da allenatore, devo cercare di risolvere i problemi. Prendiamo l’errore di Fazio: in quanto tempo si può leggere una situazione? Questo ti fa capire che un pizzico di attenzione in meno, cosa che abbiamo avuto nel primo tempo, è svanita in un secondo. Ed è cambiata la partita.

Ma cosa è successo? Non aveva visto?
E’ stato un errore di concetto, una palla del genere, calciata male da un portiere, va messa lateralmente o verso la porta avversaria. Lì ha letto qualcosa che non andava letto, è un errore tattico oltre che individuale. Come ha evidenziato, mi piacerebbe riprendere più errori di reparto, questo invece dipende solo dall’aspetto mentale. Sul quale sto cercando di muovere più cose possibile, dall’allenamento al sostegno, anche.

Anche Under in attacco: errori clamorosi, quasi uno a partita…
La forza sta nel rischiare meno. Un po’ come quando si dice ai ragazzini della scuola calcio di non dribblare e giocare a due tocchi. E poi ci lamentiamo che non c’è più fantasia… Questo lavoro insegna quando e dove fare certe cose. A Fazio avrei dovuto dire che una palla del genere non è mai da giocare indietro. Il fatto che sottolineo troppo quello che si sente dire è perché non sono capace a nascondere i miei sentimenti e a tenermi dentro quello che penso, ma lo faccio sempre con onestà.

Politano, la Roma poteva crederci di più?
Sono stato il primo a mandarlo via… Al Sassuolo sono stato il primo a ritenere opportuno il suo riscatto. L’ho avuto ma non l’ho lanciato io, è stato Bruno Conti. La sua storia la conoscete, era uno di quelli che veniva a vedere la Roma quando giocava a Sassuolo. Aveva grandi potenzialità e non se ne era accorto, ora si sta togliendo soddisfazioni, purtroppo per noi da un’altra parte. Sono felice della sua crescita e gli faccio i miei complimenti, sono molto affezionato a lui.

L’importanza della partita di domani, anche per il suo futuro: come si arriva a una partita del genere con una squadra rimaneggiata? Inter più forte della Roma?
L’Inter ha dimostrato di essere più forte in campionato, in Champions l’andamento è simile al nostro ma è cresciuta tanto. Ha giocatori forti, Spalletti sta facendo un ottimo lavoro, ha un atteggiamento diverso. E’ un’Inter diversa e in crescita.La Juve ha dimostrato di avere un altro passo, sotto tutti i punti di vista ma potenzialmente l’Inter dimostra di essere più forte di noi. Sul mio futuro ho già parlato: darò sempre il massimo, con grande serenità. Ma ‘serenità’ è la parola sbagliata, mi girano tanto… Voglio vedere una squadra con il sangue agli occhi, che abbia la voglia di cambiare passo. Ci vuole che scatti qualcosa nella testa di questa squadra, mi auguro che scatti domani.

Inter battibile?
Abbiamo dimostrato di essere capaci di tutto, anche di segnarci da soli ma anche di poterne fare altri agli avversari. Dobbiamo dimenticare gli errori e affrontare questa partita con determinazione. Parlo di ‘sangue agli occhi’ perché non dovrò mai rimproverare alla squadra di aver dato tutto. E la squadra lo deve fare

Per cambiare passo servirebbero medie importanti, si può invertire la rotta? Ha anche delle soluzioni, ora che sembrano mancare specie in fase offensiva
Mah… In fase offensiva siamo mancati nell’andare a chiudere, ma il fatto di fare certe giocate ed essere sempre dall’altra parte è già un sinonimo di voler sempre fare la partita. Se poi sbagliamo gol da un metro, torniamo sempre allo stesso punto. Creiamo le situazioni, non siamo bravi a chiuderle. Il problema non è la fase offensiva, è un problema mentale. Si prendono gol con facilità, come ad Udine in cui abbiamo preso gol da un fallo laterale. Sono errori di reparto ed individuali. Magari non si può segnare al 53′ ma all’80’, come fanno le altre. Il ritardo? Tutto vero, 4 punti dalla Champions non sono tanti, possono diventarne se non si cambia marcia.

Inter molto aggressiva e forte in transizione, importante costruire con una circolazione di palla di qualità?
L’Inter è diversa dalle altre, è anche una squadra che cerca di fare la partita, non parte solo in contropiede. Anche noi lo abbiamo fatto, dobbiamo essere bravi a sfruttare gli spazi che ci lasceranno. Anche la serenità permette di avere maggiore qualità e di sbagliare meno, le insicurezze portano errori in più. Solitamente chi sbaglia meno vince. Dobbiamo essere bravi a sbagliare meno. Non a non sbagliare, di errori nel calcio ce ne saranno sempre.

Dopo l’errore di Champions, Under è sembrato triste. Giusto farlo giocare titolare domani?
Al di là del fatto che non ho molte soluzioni (ride, ndr), giocherà titolare. Gli ho dato uno ‘schiaffo’ ieri, ma giocherà titolare ugualmente. Uno schiaffo affettuoso, è uno di quelli che ha bisogno di sostegno. Devo dire che è uno di quelli che prende sempre iniziativa, che vuole cercare di far male agli avversari, a volte sbagliando le scelte. La differenza la fanno le scelte finali, lì magari ancora si commettono errori ma ci stiamo lavorando.